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La Tecnica Alexander è stata sviluppata nel 1890 da Frederick Matthias Alexander. Si tratta di una tecnica rieducativa, autoriparatrice, risolutiva delle cause che provocano dolori e malessere psicofisico. Da qualche anno è stata introdotta anche in Italia e per questo può apparire estremamente innovatrice nonostante la sua efficacia sia stata provata, sperimentata e migliorata per oltre un secolo.

La Tecnica Alexander può risolvere vari disturbi: mal di schiena, dolore cervicale, dolore cronico in genere, problemi respiratori, stress e depressione.

“Molte persone che soffrono di dolori al collo o alla schiena e che hanno subito senza risultati applicazioni termiche, terapie varie, ultrasuoni e massaggi possono trovare sollievo con la Tecnica Alexander. E’ davvero efficace.” Barry M. Schienfeld, MD, Specialist in Rehabilitation Medicine and Pain Management, Community General Hospital

Alexander ricercò il modo di bloccare questi eventi che si presentano durante il passaggio tra lo stimolo (in questo caso un movimento) e la risposta (movimento effettivo), scoprì che quando credeva di eseguire un’azione nel modo giusto era in realtà sbagliato semplicemente perché l’errore era diventato istintivo e abituale.

Per imparare a riconoscere questi automatismi adottò quella che in seguito definì come inibizione conscia, parola intesa non nel senso di repressione bensì come controllo cosciente e costruttivo del proprio uso psico-fisico.

Inconsciamente abbiamo appreso abitudini e posture dannose che ci portiamo dietro nelle nostre azioni quotidiane: dopo anni di questi atteggiamenti la nostra mobilità viene seriamente compromessa così da renderci vulnerabili a dolori più o meno gravi.

Queste tensioni si producono sin da piccoli: imitando il portamento dei genitori, afflosciandosi sui banchi, seguendo atteggiamenti alla moda, curvando la schiena davanti al computer.

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Negli ultimi decenni la Tecnica Alexander ha ricevuto molteplici riconoscimenti anche dal campo scientifico accademico e viene largamente applicata a diverse attività dalla danza, alle arti marziali e allo sport in generale, alle tecniche riabilitative, al teatro, al canto e alla musica.

Qui sotto analizziamo brevemente i principi cardine su cui verte la Tecnica:

Riconoscere la forza delle abitudini
Nel corso della nostra vita  sviluppiamo molte abitudini, le quali spesso vengono percepite come normali.
Individuare e riconoscere le nostre reazioni abituali è il primo passo per consentire il cambiamento.
Il tuo insegnante Alexander riconoscerà immediatamente le tue abitudini.

Apprezzamento sensoriale difettoso
La forza dell’abitudine interferisce con la precisione del nostro feedback cinestetico. Questo si traduce spesso in un senso errato di come funzioniamo e limita la nostra capacità e possibilità di cambiamento.

Inibizione Conscia
Spesso reagiamo automaticamente e abitualmente ai vari stimoli della vita. La Tecnica Alexander insegna a sfruttare lo spazio tra stimolo e risposta per scegliere – consciamente – la linea di azione più appropriata.
E’ una capacità che già abbiamo e possiamo imparare a sviluppare e perfezionare.

Direzione
Tutti noi abbiamo la capacità di inviare un messaggio dal cervello – attraverso il sistema nervoso – ai nostri muscoli. La Tecnica Alexander insegna come utilizzare questa capacità in modo più efficace con un conseguente più efficiente funzionamento del sistema muscolare.

Controllo primario
La relazione tra la testa, il collo e la schiena è ciò F.M. Alexander ha chiamato il Controllo Primario. La qualità di questo rapporto determina la qualità del nostro movimento e il funzionamento del nostro corpo.

Di fatto la Tecnica Alexander si differenzia da altre attività in relazione a due aspetti principali:

  • si tratta di una lezione e non di un trattamento.Durante le prime lezioni l’allievo può avere un ruolo passivo, successivamente mettendo in pratica gli strumenti appresi precedentemente il coinvolgimento diverrà sempre più attivo
  • non si apprende mediante esercizi prestabiliti

Queste peculiarità creano un limite nel trasmettere il lavoro mediante una spiegazione verbale o scritta.

Vediamo quindi come poter applicare lo strumento base per avvicinarci alla pratica della Tecnica stessa: il Constructive Rest (riposo costruttivo).

Accettando il secondo principio sopra evidenziato (apprezzamento sensoriale difettoso) prendiamo atto che  – almeno inizialmente – non siamo nelle condizioni ottimali per valutare il reale orientamento del nostro corpo nello spazio e soprattutto non disponiamo dei mezzi attraverso i quali risolvere questa situazione.

In questo caso rimanere sdraiati ci aiuta a mantenere facilmente in una posizione di vantaggio meccanico, soprattutto riguardo la forza di gravità: questo ridurrà al minimo l’azione costante e inconscia della abitudini psicofisiche a cui siamo legati e a cui inconsciamente rispondiamo in maniere poco ottimale durante tutto l’arco della giornata. E’ sufficiente dedicarci pochi minuti al giorno (10/15 minuti) per trarne immediatamente i benefici.

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Questo approccio al riposo è l’unica arma di cui disponiamo in un ottica di “fai da te” per dare sollievo favorendo una naturale espansione e allungamento a tutta la struttura del corpo perché di fatto ci da la possibilità concreta di “non fare”, diviene quindi una sorta di riposo attivo dove l’unica azione che ci concederemo sarà quella di permettere libertà di movimento a tutta l’area del cervicale (lascio il collo libero).

Per mantenere facilmente il vantaggio meccanico dobbiamo adottare:

  • Una superficie semirigida, superfici troppo morbide rischiano di confondere il nostro già confuso senso cinestesico
  • Uno o più supporti (qualche  libro) da porre sotto la testa in modo da favorire una direzione della testa in avanti rispetto a il resto del corpo.

Al contrario durante una classica lezione le mani esperte dell’insegnante guideranno l’allievo in esperienze percettive nuove nell’eseguire azioni usuali come sedersi, camminare o praticare un qualsiasi gesto tecnico.

Questo uso delle mani è esclusivo della Tecnica Alexander e rappresenta lo strumento più importante nel processo di liberazione dalle abitudine psicofisiche.

Giorgio Scepi
Tecnica Alexander Milano

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