Telefoni cellulari: mai prima dei 10 anni

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L’uso, o meglio l’abuso, del cellularetra i più giovani si sta trasformando in autenticadipendenza, che può danneggiare seriamente lo sviluppo psichico e sociale dei ragazzi, e comporta anche rischi per la salute, soprattutto nei bambini. L’allarme arriva dal convegnoSipps (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale)Fimpaggiorna 2014, organizzato negli scorsi giorni a Caserta per parlare del rapporto tra pediatria e ambiente, e più in particolare di “onde elettromagnetiche e salute dei bambini”. Secondo gli esperti dellaSipps, servono apposite linee guida per vietare completamente l’uso del cellulare prima dei 10 anni, e limitarlo, con le dovute precauzioni, anche in seguito.

“L’Italia si colloca al primo posto in Europa per numero di telefonini posseduti, e l’età media dei possessori diminuisce sempre di più”, spiega Maria Grazia Sapia, pediatra, ed esperta di ambiente e bambino. “Si tratta di piccole ricetrasmittenti che vengono normalmente tenute vicino alla testa durante le comunicazioni. Gli effetti nocivi per la salute sono sempre più evidenti, alcuni legati agli effetti termici: l’interazione di un campo elettromagnetico con un sistema biologico provoca aumento, localizzato per quanto riguarda i telefonini, della temperatura attivando il sistema naturale del nostro organismo. Quando le esposizioni sono molto intense e prolungate possono superare il meccanismo di termoregolazione portando a morte le cellule con necrosi dei tessuti”.

Gli esperti spiegano inoltre che ormai l’utilizzo eccessivo dei cellulari tra i giovani ha assunto le caratteristiche di una vera e propria dipendenza, al pari di droghe e alcol, che mette a rischio lo sviluppo psichico e sociale dei ragazzi. “A quell’età i bambini dovrebbero trascorrere gran parte del proprio tempo all’aria aperta – puntualizza Giuseppe Di Mauro, Presidente della Sipps – facendo sport o divertendosi con i propri amici. Ad oggi non conosciamo tutte le conseguenze legate all’uso dei cellulari, ma da un utilizzo eccessivo potrebbero scaturire una perdita di concentrazione e di memoria, oltre ad una minore capacità di apprendimento ed un aumento dell’aggressività e di disturbi del sonno. Se proprio i genitori non possono fare a meno di dare ai propri figli quest’oggetto, mi auguro che venga utilizzato per pochissimo tempo, evitando di passarci ore ed ore, scambiandosi sms, chattando o navigando: sono numerosi i ragazzi che, pur stando uno vicino all’altro, non si parlano ma continuano a tenere lo sguardo fisso sul telefonino. Se non mettiamo un freno a questo vero e proprio invasione dei cellulari tra i nostri piccoli, le nuove generazioni andranno sempre più verso un vero e proprio isolamento”.

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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