Un altro caso celebre di avvelenamento da mercurio dentale: Osho!

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Nel 1979 un inglese di nome Devageet fu invitato a diventare il dentista di Osho. Non solo questo, ma divenne il dentista della comune. Dall’India Devageet si aspettava tutto meno che fosse invitato alquanto insistentemente a ritornare alla sua professione. Ma per Osho rinunciò ai suoi propositi di rinuncia. Visse in casa di Osho, sia a Poona sia in Oregon. Si separò dal maestro solo sei mesi prima della sua morte, perché Osho aveva compreso dalla sua esperienza personale che l’odontoiatria cui Devageet faceva riferimento gli aveva creato un bel po’ di problemi di salute e Devageet non voleva riconoscerlo.

L’organismo di Osho fu inondato da quantità enormi di mercurio perché molto di frequente Devageet vaporizzava vecchi amalgami e li sostituiva con nuovi. Osho aveva già avuto alcune otturazioni in amalgama prima del 1979, ma Devageet oltre a procurarne delle nuove lucenti al suo maestro al posto di quelle vecchie ossidate, gli piombò anche numerosi altri denti con amalgama e gli fece la devitalizzazione di sette denti, anche qui usando amalgama. L’amalgama dentale a quel tempo era considerato l’unico materiale sicuro per il riempimento di denti devitalizzati, perché altamente anti-batterico. Il fatto che Devageet dovette rifare le cure canalari ad Osho numerose volte ci fa pensare che il dentista inglese dovette anche vaporizzare tutta l’amalgama che esse contenevano!

Un seguace di Osho di nome Swami Deva Prasado ci ha dato molte informazioni in merito: “Togliere amalgami vaporizzandoli crea notevoli esposizioni ai vapori di mercurio e questo deve aver contribuito al forte deterioramento di salute di Osho. Questo mercurio, forse in combinazione con un avvelenamento nelle carceri in USA, produsse uno stato incredibile di affaticamento di Osho, strane allergie, ricorrenti febbri di basso grado, fotofobia, insonnia, dolori incredibili, asma e mal di schiena.”

Deva Prasado spiega: “Io stesso fui informato dei pericoli delle 12 otturazioni al mercurio nella mia bocca solo quando avevo 34 anni e Osho stava per lasciare il suo corpo fisico. Il rilascio continuo di mercurio dalle otturazioni dentali causa la diminuzione dell’attività di serotonina, un importante neurotrasmettitore. Osho, avendo trasceso la mente, non ha subito attacchi di panico, alcolismo, depressione e molti altri effetti psichiatrici che sono causati dal mercurio delle otturazioni. Ma le conseguenze però si sono viste a livello fisico, perché il mercurio disturba fortemente il legame con la madre terra, bloccando la sua energia che sale attraverso le gambe fino al cuore”.

Poiché il Maestro aveva tutti questi problemi e voleva risolverli con metodi naturali, venne invitato espressamente dall’Inghilterra un seguace con un’eccellente reputazione nell’ambito delle medicine alternative. Ad Osho faceva molto male un braccio e il medico inglese era un esperto. Fece delle domande ad Osho riguardo ai suoi denti e Osho disse: “Ma il problema è qui!” (n.d.t.: indicando il braccio). E il sannyasin (i devoti di Osho si definiscono sannyasin) disse: “Sì, e ho bisogno di vedere all’interno della tua bocca in modo che possa capire che cosa sta succedendo.” Il suo verdetto fu che qualcosa, non esattamente nel braccio ma da qualche altra parte, era la causa del problema.

Deva Prasado conclude: “L’obiettivo di diventare un seguace di Osho, e cioè la guarigione del corpo e la liberazione nell’ambito emotivo e spirituale, non arrivò a Poona. Non arrivò né con la meditazione dinamica né con il programma turistico della Humaniversity (un programma residenziale di 14 giorni), né con Samarpan e tanti altri gruppi a Poona. Arrivò invece quando ho cominciato a sbarazzarmi delle otturazioni al mercurio. E’ solo rimediando alla questione dell’amalgama che il mio corpo ha iniziato a funzionare meglio.

Forse quando l’illuminazione ti avrà dissolto, l’influenza ininterrotta dei vapori di mercurio nel cervello non sarà così distruttiva. Ma ha quasi ucciso me e ha reso la mia avventura da sannyasin il contrario di quello che doveva essere: invece di celebrazione, amore e allegria, ho dovuto affrontare un viaggio infernale di confusione, rovina, impulsi violenti, rabbia e una forte devianza sessuale – Uno dei percorsi di disintossicazione in un corpo maschile è attraverso lo sperma. Così si potrebbe dire che ero molto intrippato sessualmente. Non è una bella energia con cui avere a che fare 24 ore al giorno sette giorni su sette, ve lo posso assicurare”.

Deva Prasado: “Quando avevo 34 anni ero al capolinea. Un amico da sempre, Swami Bodhi Prem, mi ha visto al suo centro di meditazione e mi ha informato circa la probabile causa della mia vita molto difficile: le otturazioni in amalgama di mercurio. Quello che mi diceva mi sembrava davvero molto improbabile e bizzarro, ma lui era pur sempre una persona che godeva della mia fiducia più assoluta. Perciò iniziai ad allontanare le otturazioni di mercurio dal mio corpo.

La disintossicazione, stare bene di nuovo, non solo fisicamente, è stata un’esperienza shockante. Improvvisamente rivissi con una comprensione totale i testi buddisti così spesso citati da Osho: “Questo corpo il Buddha, questa terra il Paradiso del Loto”. Per la prima volta nella mia vita da sannyasin ho iniziato a capire gli insegnamenti, non dalla mente, ma dal corpo stesso. “

Negli ultimi anni della sua vita Osho era tutte le settimane in balìa di un qualche nuovo raffreddore o di uno stato influenzale. Aveva inoltre un’estrema sensibilità agli odori e alle sostanze chimiche, una condizione che ora i medici chiamano “sensibilità chimica multipla”. Per questo le ‘guardie’ erano state istruite a scoraggiare l’uso di profumi e annusare le persone prima che venisse loro permesso di far visita al tempio, soprattutto quelle che avevano udienza con lui. Ma la caratteristica principale del pessimo stato di salute di Osho erano i dolori continui ed intensi. La norma per Osho era di prendere dosi giornaliere di Valium da 30 a 50 milligrammi.

Fonte http://www.medicinenon.it

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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