Un bambino che ha cambiato migliaia di vite

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Ryan Hreljac, Canada, classe ’91, aveva solo 6 anni quando decise di fare ordine nel suo piccolo mondo. Se lui poteva avere dell’acqua potabile aprendo un rubinetto, perché dall’altra parte del mondo non potevano? Con questa logica schiacciante è natodalle sue piccole mani “Ryan’s Well”, diventato modello e esempio per altri progetti considerati adulti. Il suo impegno fu tale che oggi è il presidente di una delle più grandi ONG per l’introduzione di modelli di sviluppo nella crisi dell’acqua. Da allora fino a oggi ha fornito acqua potabile a mezzo milione di persone.

Quello che rende questa bellissima storia un esempio per ciascuno è l’impegno e la perseveranza di un bambino di soli 6 anni per essere riuscito a imporre le sue convinzioni al mondo degli adulti. Il magnetismo delle sue azioni ha contagiato migliaia di imprese e persone più grandi di lui, forse umiliate in un paragone oggettivo. Tutto questo ha permesso, attraverso quello che Ryan ha descritto come “Ripple Effect” (effetto onda), che il sogno di un bambino di poter “dare acqua potabile a tutti” si trasformasse poco a poco in realtà.

LA STORIA

Un giorno del 1998, a Kemptville (Ontario), la professoressa della scuola St. Michael, Nancy Prest, stava parlando ai suoi alunni di prima elementale delle condizioni di salute degli studenti della loro stessa età che vivevano in Africa. Chiese ai suoi alunni se sapessero qual era la prima causa di morte tra i loro coetanei africani. Tutti i bambini erano convinti che fosse la scarsità di alimenti e si sorpresero a scoprire che era invece la pessima qualità dell’acqua a decimare i bambini.

Ryan Hreljac rimase molto colpito da questa mancanza di “acqua pulita” e chiese a Nancy quanto costava un rubinetto in Africa. La maestra, sconcertata, riferì a Ryan una cifra che aveva letto in un documneto: 70 dollari per una pompa estrattrice. Il giorno stesso, tornato a casa, Ryan chiese a sua madre i soldi per comprare un rubinetto e spedirlo per posta in Africa.

Susa, la prima persona vittima dell’effetto onda, ignorò tra la burla e lo sconcerto le inquietudini del figlio. Però Ryan insistette per tutta la settimana per avere i soldi e le propose anche di svolgere dei compiti domestici per un anno per garantirsi la possibilità di decidere cosa fare con la sua prima paghetta.

“Non capisci mamma” disse con le lacrime agli occhi. “I bambini stanno morendo solo perché non hanno acqua pulita!”.
Sua madre accettò la sfida, confidando nella poca costanza dei bambini dell’età del figlio. Ryan lavorò con costanza e pulì pazientemente fino a guadagnare la somma di cui aveva bisogno. Lavorò da Gennaio fino alla fine di Aprile del 1998. Susan accompagnò allora suo figlio all’officina della Watercan per consegnare i suoi risparmi. La direttrice esecutiva Nicole Bosley spiegò al piccol Ryan che con 70 dollari si poteva acquistare soltanto una pompa a mano. Per perforare un pozzo c’era bisogno di circa 2000 dollari. Al che Ryan rispose: “Devo lavorare ancora quindi?”.

Nicole Bosley, la seconda vittima dell’effetto onda, convinse i suoi superiori e l’Agenzia di Sviluppo Internazionale del Canada a pagare il prezzo del pozzo a metà con Ryan. Ryan avrebbe dovuto lavorare per ottere altri 700 dollari in casa Hreljac, una famiglia della classe medio-basse con risorse economiche limitate.
Immediatamente l’onda del “Ripple Effect” si propagò nella comunità di Ryan che non tardò molto a raccogliere il denaro sufficiente per l’investimento del suo primo pozzo. La Watercan chiese allora un’intervista a Ryan con Gizah Shibru, il direttore di tutti i programmi di azione in Uganda. Entrambi scelsero la scuola di Angolo, a Otwal, come destinazione del pozzo, una località al nord del paese piegata dall’AIDS e dove 1 bambino su 5 moriva prima di compiere l’età di Ryan.

Ma l’ambizione di Ryan non rimase in mano della volontà degli adulti. Quando si rese conto che i pozzi venivano scavati a mano la sua nuova ossessione in una nuova incredibile onda: doveva trovare i 25.000 dollari necessari per una trivella. Sua madre, presa tra l’orgoglio e la devozione, fu intervistata dall’ amico giornalista Puddicombe Derek  del quotidiano “Ottawa Citizen” – l’intervista divenne un documentario per la TV e così cominciarono ad arrivare donazioni da ogni parte del paese.

Nel frattempo, in classe, la professoressa Nancy, cominciò uno scambio di lettere con gli alunni della scuola in Ugana:

“CAro Ryan, mi chiamo Akana Jimmy. Ho 8 anni. Mi piace il calcio. La nostra casa è fatta di erba. Come sono gli Stati Uniti? Il tuo amico Jimmy”

“Caro Jimmy, deve essere fantastico avere una casa d’erba. Io ho 8 anni. Bevi acqua dal mio pozzo tutti i giorni? Qual è la tua materia preferita a scuola? Verrò in Ugana quando avrò 12 anni. La mia casa è fatta di mattoni […]. Scrivimi presto. Il tuo amico Ryan.

Arrivo e ricevimento di Ryan in Uganda

Arrivo e ricevimento di Ryan in Uganda

Perforazione automatica del pozzo nella scuola di Angolo, Ottawa, Uganda

Perforazione automatica del pozzo nella scuola di Angolo, Ottawa, Uganda

La lettera aggiungeva una foto di Jimmy. Uno studente con una storia sofferta che era riuscito a sfuggire alla grinfie dell’ Esercito di Resistenza del Signore (LRA). Per settimane Ryan portò con sé la foto del suo nuovo amico. Potrò vederlo un giorno? Si chiedeva. Susan e suo marito pensarono che forse, un giorno, avrebbero potuto permettersi quel viaggio. Magari quando Ryan avrebbe compiuto 12 anni. Ma Ryan non riusciva ad aspettare tanto. Presto il rimbalzo dell’effetto onda attrasse un facoltoso uomo del quartiere che donò a Ryan i punti aerei accumulati nei suoi lunghi viaggi d’affari. Grazie a lui Ryan poté riunirsi con il suo nuovo amico Jimmy,

Nel mese di Luglio del 2000 Ryan arrivò nella città di Otwal accompagnato dai suoi genitori. 5000 bambini lo aspettavano gridando in coro il suo nome. “Sanno il mio nome!?” Disse Ryan meravigliato. “Tutti quelli che vivono in un raggio di 100 km sanno il tuo nome Ryan” disse Gizaw Shibru. Alla fine del corridoio umano lo aspettava il suo amico Jimmy che prese la mano di Ryan e lo portò al pozzo perché potesse tagliare il nastro.

Allora inaugurava il primo di 432 pozzi che ha costruito in 15 paesi (principalmente in Africa) grazie agli investimenti della sua fondazione.

IL FUTURO

Ryan, da quella mattina del Gennaio 1998 non si è mai fermato. Ha collezionato moltissimi premi grazie al suo operato. Ha partecipato a una moltitudine di conferenze, incluso il Foro Mondiale sull’Acqua celebrato a Kyoto nel Marzo 2003 e la sua fondazione continua a raccogliere milioni di dollari per permettere al suo sogno di realizzarsi.

Gli adulti da soli non capiscono niente, ed è stancante per i bambini dover sempre spiegare tutto.
Il piccolo principe

Fondazione Ryan’s Well,dove potete trovare i dati più interessanti sui suoi progetti, le storie e le foto.
Da qui sono stati tratti i dialoghi che si trovano nell’articolo.
Per il documentario completo “Ryan’s Well” visitare questo link.

 

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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