Università di Harvard: Il latte pastorizzato è legato al cancro

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Uno studio dell’Università di Harvard afferma che il latte pastorizzato prodotto a livello industriale è associato nel causare tumori ormoni-dipendenti a causa della mungitura della mucca per tutta la sua gravidanza.

Molti non ci hanno mai pensato ma la mucca produce latte solo dopo aver partorito il vitello, ovvero quel latte serve a nutrire il piccolo animale nel periodo dello svezzamento dopo il quale la mucca smette di produrre latte perché non è più necessario.

Non appena una mucca ha raggiunto la maturità sessuale, circa all’età di due anni, una mucca “da latte” viene inseminata artificialmente per la prima volta. Una mucca ha un periodo di gestazione di nove mesi. Poco dopo la nascita il vitello al solito viene separato dalla mamma ed allevato in un box. Sia la mamma che il vitello possono mostrare un comportamento turbato anche a distanza di giorni dalla separazione. A decorrere dalla nascita del primo vitello la mucca viene munta due o anche tre volte al giorno. Ma non è il vitello a ricevere il latte, bensì l’umano. Perché la mucca possa “produrre” latte deve partorire un vitello all’anno. Si punta ad avere un vitello l’anno, una lattazione di 305 giorni con una fase di “asciutta” di 60 giorni circa. Mucche “da latte” si trovano pertanto in uno stato di permanente gravidanza quasi tutta la vita.

Più avanzata in gravidanza è una mucca, più ormoni appaiono nel suo latte. Il latte di una mucca in fase tardiva nella gravidanza contiene fino a 33 volte in più un composto di estrogeni (solfato di estrone) rispetto al latte di una mucca dopo la gravidanza, così come livelli molto più elevati di altri ormoni.

Nella maggior parte delle aziende che producono latte troviamo oggi mucche “ad alta prestazione”. Alcune mucche “danno” più di 10.000 litri di latte all’anno, corrispondente a quasi 33 litri al giorno (Wikipedia riporta che alcune arrivano anche a 60-70 litri). Per alimentare un vitellino la mucca dovrebbe dare solo 8 litri. Il problema delle mucche ad “alta produzione” è assai difficile se non impossibile fornire loro tutta quell’energia (cibo) di cui necessitano per la produzione di quelle quantità di latte. Ragion per cui le mucche consumano le proprie riserve fisiche per continuare a produrre latte.

Si scopre che nelle operazioni di alimentazione concentrata animale (CAFO) il modello di allevamento delle mucche negli allevamenti intensivi sforna latte con livelli pericolosamente elevati di estrone solfato, un composto di estrogeni legati al cancro del testicolo, della prostata e della mammella.

Dr. Ganmaa Davaasambuu, Ph.D., e colleghi hanno identificato come il colpevole specifico “il latte proveniente dalle moderne industrie casearie”, facendo riferimento alle operazioni di confinamento dove le mucche vengono munte 300 gg all’anno, includendo il periodo di gravidanza.

Valutando i dati da tutto il mondo,  Dr. Davaasambuu e i suoi colleghi identificarono un chiaro legame tra il consumo di latte con alta concentrazione dell’ormone e alto tasso di tumori ormone-dipendente.

In altre parole, contrariamente a quanto i Centri statunitensi per il Controllo delle Malattie ela Prevenzione (CDC), il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) e la lobby del latte convenzionale vorrebbero far credere, il latte trasformato da allevamenti industriali non è un prodotto di salute, ed è direttamente implicato nel causare il cancro.

Il latte che noi oggi beviamo è abbastanza diverso rispetto a quello che bevevano i nostri antenati” , senza apparenti danni per 2000 anni, così afferma il Dr. Davaasambuu nella Gazzetta dell’Università di Harvard.

“il latte che si beve oggi non è un cibo perfettamente naturale”.

Nel frattempo il latte crudo, proveniente da mucche allevate con erba, munte a tempo debito è legato al miglioramento della digestione, nella cura di malattie autoimmuni e aumentando l’immunità generale, aiutando nella prevenzione del cancro. 

Anche se tutto questo sarà ignorato da parte dei media principali, il latte non è tutto uguale – il modo in cui vengono allevate le mucche, quando vengono munte, e come il suo latte è manipolato e trasformato fa la differenza, se il prodotto finale favorisce la salute o la morte

Il Governo americano cerca di perpetuare ulteriormente la menzogna che tutto il latte è lo stesso con eclatanti proposte di legge 2012.

Di particolare interesse sono le nuove disposizioni nel progetto di legge 2012 che creano incentivi ancora di più per gli agricoltori industriali intensivi che producono tipi di latte con la più bassa qualità , e con molti componenti distruttivi per la salute.

Invece di incentivare la crescita di  mucche al pascolo, che permette loro di nutrirsi di erba, un cibo nativo che i loro sistemi possono elaborare, il governo preferisce incentivare ristretti metodi di confinamento che forzano le mucche a mangiare mais geneticamente modificati (OGM),  e altri mangimi, che le rende malate.

Fonti 

http://www.naturalnews.com

http://www.anh-usa.org

http://it.wikipedia.org/wiki/Mucca

http://de.animals-angels.eu/Mucche-%22da-latte%22,1158.html

Dott. Valeria Crea e Dioni per Dionidream

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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7 Commenti su questo post

  1. Paolino paperino says:

    Buonasera. Volevo fare un po’ di chiarezza sull’argomento trattato nel sovrastante articolo, dal momento che in questo, come in tanti altri simili, vengono scritte delle informazioni inesatte luoghi comuni, evidentemente scritte e divulgate da gente che non ha la minima competenza sull’argomento trattato, e ci tengo a precisare, che il mio intervento, non è volto a difendere le multinazionali e il sistema consumistico, bensì, per fare chiarezza sull’argomento, e mettere alla luce che spesso questi temi trattati sono oggetto di speculazione e strumentalizzazione politico-commerciale, tanto quanto lo possano esserlo gli interventi delle multinazionali.
    -La prima precisazione che volevo fare, è che la durata della lattazione di una vacca, non dipende dall’intensività dell’allevamento, bensì dalla genetica della bovina;
    -L’estrone solfato (che è un estrogeno naturale, e pertanto il suo meccanismo d’azione non differisce da quello di sostanze ad attività estrogenica presenti in molte varietà vegetali), viene prodotto dalla placenta in quantità che possono definirsi significative a partire dal 6° mese di gravidanza, tant’è che in questa fase della gestazione le bovine possono tornare a manifestare sintomi simil estrali. Ora, come correttamente scritto nell’articolo, la vacca, viene asciugata al 7° mese di gravidanza, perciò, significherebbe che il latte contenente concentrazioni significative di questa sostanza, sarebbe solo quello delle vacche comprese tra il 6° e il 7° mese di gestazione, che in un allevamento che lavora bene (cioè, dove c’è un buon tasso di gravidanza), rappresenterebbero circa il 10% delle bovine, che sono tra l’altro le meno produttive della stalla; pertanto significherebbe che questo latte rappresenterebbe non più del 5% della produzione totale. Credo che nemmeno il veleno più potente possa nuocere a concentrazioni così basse;
    -Il mais OGM, essendo meno attaccato dai parassiti, è meno sensibile all'”infestazione” da micotossine, che hanno un’azione cancerogena ben più importante e dimostrata dell’estrone solfato.

  2. Lu Man says:

    Ho sentito parlare oggi una ultra centenaria e dire che la sua alimentazione era prevalentemente di latte e carne cruda. DNA..

  3. pure io conoscevo un signore che e’ vissuto 95 anni fumando circa 2 pacchetti di sigarette al giorno…

  4. pure io conoscevo un signore che e’ vissuto 95 anni fumando circa 2 pacchetti di sigarette al giorno…

  5. Lidia Vinaga says:

    e una signora che a vissuto 98 anni e la sua alimentazione si basava solo sul il latte con i biscotti .purtroppo è morta di Alzhaimer non di tumore.

  6. Lidia Vinaga says:

    e una signora che a vissuto 98 anni e la sua alimentazione si basava solo sul il latte con i biscotti .purtroppo è morta di Alzhaimer non di tumore.

  7. Camilla says:

    Mi spaventa il modo in cui viviamo oggi, ci sono persone che pur di mantenere la loro posizione economica venderebbero pure la madre… Chi ci rimette sono come al solito i più poveri che pur di alimentarsi ed alimentare i propri figli sono costretti a comprare prodotti senza neppure sapere che sono dannosi. Aumentano i tumori, le malattie e le resistenze agli antibiotici… Stiamo diventando degli ogm anche noi senza passare dal laboratorio… È assurdo

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