Università di Harvard. Gli ormoni del latte favoriscono il cancro al seno, ovaio e utero

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latticini cancro

Uno studio dell’Università di Harvard afferma che il latte pastorizzato prodotto a livello industriale è associato nel causare tumori ormoni-dipendenti a causa della mungitura della mucca per tutta la sua gravidanza.

Il rischio di cancro al seno, alle ovaie e all’utero aumenta con il consumo di latte e latticini dato che questo tipo di tumori sono legati alla situazione ormonale che viene sfavorevolmente modificata dagli ormoni presenti in alta concentrazione nel latte e derivati.

Il Dott. Berrino d’altronde aveva già detto tempo fa che il latte va assolutamente evitato nei pazienti oncologici perché favorisce la diffusione del cancro. Ora invece gli scienziati hanno scoperto anche ne favorisce anche la formazione. Il Dott. Longo nel suo libro “La dieta della Longevità” spiega come il consumo di latticini sia uno dei principali responsabili dell’aumento del cancro nella società occidentale.

Molti non ci hanno mai pensato ma la mucca produce latte solo dopo aver partorito il vitello, ovvero quel latte serve a nutrire il piccolo animale nel periodo dello svezzamento dopo il quale la mucca smette di produrre latte perché non è più necessario.

Non appena una mucca ha raggiunto la maturità sessuale, circa all’età di due anni, una mucca “da latte” viene inseminata artificialmente per la prima volta. Una mucca ha un periodo di gestazione di nove mesi. Poco dopo la nascita il vitello al solito viene separato dalla mamma ed allevato in un box con latte in polvere. Sia la mamma che il vitello possono mostrare un comportamento turbato anche a distanza di giorni dalla separazione e ci sono parecchi video su Yotube che mostrano il pianto della mucca nel rivedere il suo cucciolo. A decorrere dalla nascita del primo vitello la mucca viene munta due o anche tre volte al giorno. Ma non è il vitello a ricevere il latte, bensì gli esseri umani che lo acquistano nei supermercati. Perché la mucca possa “produrre” latte deve partorire un vitello all’anno. Si punta ad avere un vitello l’anno, una lattazione di 305 giorni con una fase di “asciutta” di 60 giorni circa. Mucche “da latte” si trovano pertanto in uno stato di permanente gravidanza quasi tutta la vita.

ormoni latte cancro

Più avanzata in gravidanza è una mucca, più ormoni appaiono nel suo latte. Il latte di una mucca in fase tardiva nella gravidanza contiene fino a 33 volte in più un composto di estrogeni (solfato di estrone) rispetto al latte di una mucca dopo la gravidanza, così come livelli molto più elevati di altri ormoni.

Nella maggior parte delle aziende che producono latte troviamo oggi mucche “ad alta prestazione”. Alcune mucche “danno” più di 10.000 litri di latte all’anno, corrispondente a quasi 33 litri al giorno (Wikipedia riporta che alcune arrivano anche a 60-70 litri). Per alimentare un vitellino la mucca dovrebbe dare solo 8 litri. Il problema delle mucche ad “alta produzione” è assai difficile se non impossibile fornire loro tutta quell’energia (cibo) di cui necessitano per la produzione di quelle quantità di latte. Ragion per cui le mucche consumano le proprie riserve fisiche per continuare a produrre latte.

Si scopre che nelle operazioni di alimentazione concentrata animale (CAFO) il modello di allevamento delle mucche negli allevamenti intensivi sforna latte con livelli pericolosamente elevati di estrone solfato, un composto di estrogeni legati al cancro del testicolo, della prostata e della mammella.

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La Dr.ssa Ganmaa, Ph.D. della Harvard School of Public Health insieme ai suoi colleghi hanno identificato come il colpevole specifico “il latte proveniente dalle moderne industrie casearie”, facendo riferimento alle operazioni di confinamento dove le mucche vengono munte 300 giorni all’anno, includendo il periodo di gravidanza.

Valutando i dati da tutto il mondo, gli scienziati hanno identificato un chiaro legame tra il consumo di latte con alta concentrazione dell’ormone e alto tasso di tumori ormone-dipendente.

In altre parole, contrariamente a quanto i Centri statunitensi per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione (CDC), il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) e la lobby del latte convenzionale vorrebbero far credere, il latte trasformato da allevamenti industriali non è un prodotto di salute, ed è direttamente implicato nel causare il cancro.

Il latte che noi oggi beviamo è abbastanza diverso rispetto a quello che bevevano i nostri antenati” – afferma la Dr.ssa Ganmaa – “il latte che si beve oggi non è un cibo perfettamente naturale”.

Anche se tutto questo sarà ignorato da parte dei media principali, il latte non è tutto uguale – il modo in cui vengono allevate le mucche, quando vengono munte, e come il suo latte è manipolato e trasformato fa la differenza, se il prodotto finale favorisce la salute o la morte.

latte cancro

Il Governo americano cerca di perpetuare ulteriormente la menzogna che tutto il latte è lo stesso con eclatanti proposte di legge 2012.

Di particolare interesse sono le nuove disposizioni nel progetto di legge 2012 che creano incentivi ancora di più per gli agricoltori industriali intensivi che producono tipi di latte con la più bassa qualità , e con molti componenti distruttivi per la salute.

Invece di incentivare la crescita di  mucche al pascolo, che permette loro di nutrirsi di erba, un cibo nativo che i loro sistemi possono elaborare, il governo preferisce incentivare ristretti metodi di confinamento che forzano le mucche a mangiare mais geneticamente modificati,  e altri mangimi, che le rende malate.

“A volte ci si chiede “Cosa accadrebbe agli animali, se tutti smettessero di consumare latticini?”. La domanda corretta è: cosa accade ADESSO agli animali, per permettere alla gente di bere latte e mangiare formaggi? Questa video è la risposta: sofferenza fisica e psicologica per mucche e vitelli, e morte per entrambi, i vitelli a sei mesi, le mucche a 5-6 anni.
Lo scenario delle vacche da latte che brucano serene nei prati verdi, fa parte di un immaginario collettivo bucolico che in realtà non esiste. Si tratta di un’enorme mistificazione, che ha prosperato grazie all’ignoranza.
Per produrre latte, la mucca, come tutti i mammiferi, deve partorire un figlio. A 48 ore dalla nascita i vitelli separati dalla madre, e privati del suo latte. Questo è traumatizzante sia per la madre che per il vitellino. La mucca viene poi costretta a produrre 120 litri di latte al giorno, 10 volte tanto quello che produrrebbe in natura per nutrire suo figlio.
E questo accade un anno dopo l’altro, finché la madre resiste. Ingravidata nuovamente poco dopo il parto con l’inseminazione artificiale, deve portare il doppio fardello della gravidanza e della mungitura, per sette mesi ogni anno.
I vitelli vengono tenuti in piccole stalle, senza la possibilità di correre e giocare all’aria aperta. La sofferenza di questi cuccioli dura circa sei mesi. Poi vengono macellati..”

 

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Riferimenti
– Ganmaa D, Sato A. The possible role of female sex hormones in milk from pregnant cows in the development of breast, ovarian and corpus uteri cancers. Med Hypotheses. 2005;65(6):1028-37.
Healthy Milk: What Is It?
– Bos taurus. Wikipedia

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Disclaimer: Questo articolo ha solo fine illustrativo e non sostituisce il parere del medico. Non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento. Disclaimer completo
Riccardo Lautizi

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Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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15 Commenti su questo post

  1. Paolino paperino says:

    Buonasera. Volevo fare un po’ di chiarezza sull’argomento trattato nel sovrastante articolo, dal momento che in questo, come in tanti altri simili, vengono scritte delle informazioni inesatte luoghi comuni, evidentemente scritte e divulgate da gente che non ha la minima competenza sull’argomento trattato, e ci tengo a precisare, che il mio intervento, non è volto a difendere le multinazionali e il sistema consumistico, bensì, per fare chiarezza sull’argomento, e mettere alla luce che spesso questi temi trattati sono oggetto di speculazione e strumentalizzazione politico-commerciale, tanto quanto lo possano esserlo gli interventi delle multinazionali.
    -La prima precisazione che volevo fare, è che la durata della lattazione di una vacca, non dipende dall’intensività dell’allevamento, bensì dalla genetica della bovina;
    -L’estrone solfato (che è un estrogeno naturale, e pertanto il suo meccanismo d’azione non differisce da quello di sostanze ad attività estrogenica presenti in molte varietà vegetali), viene prodotto dalla placenta in quantità che possono definirsi significative a partire dal 6° mese di gravidanza, tant’è che in questa fase della gestazione le bovine possono tornare a manifestare sintomi simil estrali. Ora, come correttamente scritto nell’articolo, la vacca, viene asciugata al 7° mese di gravidanza, perciò, significherebbe che il latte contenente concentrazioni significative di questa sostanza, sarebbe solo quello delle vacche comprese tra il 6° e il 7° mese di gestazione, che in un allevamento che lavora bene (cioè, dove c’è un buon tasso di gravidanza), rappresenterebbero circa il 10% delle bovine, che sono tra l’altro le meno produttive della stalla; pertanto significherebbe che questo latte rappresenterebbe non più del 5% della produzione totale. Credo che nemmeno il veleno più potente possa nuocere a concentrazioni così basse;
    -Il mais OGM, essendo meno attaccato dai parassiti, è meno sensibile all'”infestazione” da micotossine, che hanno un’azione cancerogena ben più importante e dimostrata dell’estrone solfato.

  2. Lu Man says:

    Ho sentito parlare oggi una ultra centenaria e dire che la sua alimentazione era prevalentemente di latte e carne cruda. DNA..

  3. pure io conoscevo un signore che e’ vissuto 95 anni fumando circa 2 pacchetti di sigarette al giorno…

  4. pure io conoscevo un signore che e’ vissuto 95 anni fumando circa 2 pacchetti di sigarette al giorno…

  5. Lidia Vinaga says:

    e una signora che a vissuto 98 anni e la sua alimentazione si basava solo sul il latte con i biscotti .purtroppo è morta di Alzhaimer non di tumore.

  6. Lidia Vinaga says:

    e una signora che a vissuto 98 anni e la sua alimentazione si basava solo sul il latte con i biscotti .purtroppo è morta di Alzhaimer non di tumore.

  7. Camilla says:

    Mi spaventa il modo in cui viviamo oggi, ci sono persone che pur di mantenere la loro posizione economica venderebbero pure la madre… Chi ci rimette sono come al solito i più poveri che pur di alimentarsi ed alimentare i propri figli sono costretti a comprare prodotti senza neppure sapere che sono dannosi. Aumentano i tumori, le malattie e le resistenze agli antibiotici… Stiamo diventando degli ogm anche noi senza passare dal laboratorio… È assurdo

  8. Ho smesso di prenderlo da un po’

  9. Hanno fatto la scoperta dell’acqua calda, Colin Campbell lo dice da oltre 40 anni, lo ha scritto pure nel libro the China Study

  10. Pandora says:

    Per natura il latte serve solo ai bambini e ci vuole quello della propria razza per essere compatibile al 100×100 con il nostro DNA e darci quei benefici tra cui il colostro come negli animali, che serve a darci gli anticorpi per crescere sani ed equilibrati, tutto il resto è scientismo da quattro soldi ed infatti non bevo più il latte da anni ed anni, non ne sento più il bisogno perchè sono diventata finalmente adulta. Ma non vivo sulla Luna e se devo mangiarmi una pizza margherita assieme agli amici o il parmigiano sulla pasta la domenica lo faccio senza suicidarmi, senza strafare però, perchè dentro quel siero bianco oramai c’è di tutto, hai voglia di dire che fosse salutare come prima del boom economico e quindi anche demografico. Così la carne rossa, quella bianca, le uova ed il pesce, tutto inquinato e con DNA geneticamente manipolato, per sfamare la richiesta che si moltiplica sempre di più come sempre di più si moltiplicano i tumori e le patologie allergizzanti anche ai medicinali fin dalla nascita.
    Non puoi paragonare il tuo organismo a quello altrui, alcuni pur essendo stati esposti alla radioattività sono rimasti quasi indenni, vedi i Giapponesi che vivono a contatto con centrali nucleari che perdono da tutte le parti, altri invece ci hanno lasciato le penne in pochi anni e per molto meno, pertanto so di riuscire a metabolizzare perfino delle acque che vendono come “pure” in bottiglie di plastica e che costano un occhio buttandone via attraverso i reni le sostanze tossiche createsi nella cattiva conservazione, ma altre so che mi stanno facendo molto male, e quindi le evito o ne mangio con moderazione.

    • dioni says:

      Ciao Pandora, grazie mille per la tua condivisione frutto di esperienza diretta e vita pratica.

  11. Il latte è nocivo sotto tanti punti di vista!

  12. Giulia consonni says:

    Che ne dite del latte di capra , con grani di kefir

    • dioni says:

      Ciao Giulia,
      Secondo Norman Walker il latte di capra crudo non trattato è il migliore in assoluto da dare al neonato quando la nuova mamma non può fornire il suo latte, quindi credo sia quello più compatibile

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