Arriva il caldo, magari dopo aver passato tanto tempo in piedi o seduti, alla sera le gambe sono doloranti, pesanti, con prurito e gonfiore alle caviglie, crampi e formicolii che possono disturbare il sonno. Potrebbe essere semplice stanchezza, oppure possono essere i sintomi di un problema di circolazione, e cioè le vene varicose o varici.

Cosa sono le vene varicose?

L’organizzazione Mondiale della sanità definisce le vene varicose o varici come “dilatazioni abnormi e sacculari delle vene, presenti soprattutto degli arti inferiori che spesso assumono un andamento tortuoso”. La vena è visibile ad occhio nudo, appare blu o viola scuro e può essere sporgente.

Le vene più colpite sono quelle degli arti inferiori.

Il sistema venoso degli arti inferiori è composto da 3 elementi:

  • Sistema venoso profondo, che decorre assieme alle arterie sotto le fasce muscolari. E’ il sistema responsabile del drenaggio del sangue verso il cuore, quindi deve essere salvaguardato. Qui il sangue non ristagna, perché le vene vengono massaggiate dal movimento muscolare, e dunque risale verso il cuore.
  • Sistema venoso superficiale. E’ il sistema di supporto, porta il sangue più vicino alla cute per favorire la dispersione termica. È costituito da Grande Safena (interna) e Piccola Safena (esterna).
  • Vene perforanti. E’ un sistema di anastomosi che permette il deflusso di sangue dal sistema superficiale a quello profondo (va in un’unica direzione, il sangue non torna indietro).

Cause, sintomi e diagnosi

Le cause sono sconosciute, il problema principale risiede probabilmente nella debolezza delle pareti delle vene superficiali, quelle che si trovano appena sotto la pelle.

Può essere una condizione ereditaria, che nel tempo porta a perdita di elasticità delle vene, che vengono “stirate” aumentando di lunghezza e anche larghezza e che inoltre si attorcigliano. Appaiono così rigonfie sotto la cute, si sentono anche toccando la zona con le dita perché spesso sono in rilievo.

La dilatazione delle vene comporta la separazione delle cuspidi valvolari. Le vene degli arti infatti, sono dotate di valvole unidirezionali (il sangue deve procedere in una sola direzione, verso il cuore, e non tornare indietro). Ogni valvola è costituita da due parti: cuspidi o lembi. Quando il sangue procedere verso il cuore, le cuspidi si aprono e subito dopo si chiudono per prevenire il reflusso di sangue. Favoriscono quindi il ritorno del sangue al cuore, aprendosi quando il sangue scorre in direzione del cuore e chiudendosi quando tenta di tornare indietro, per la forza di gravità.

Il fattore che influisce maggiormente sulla pressione sanguigna venosa è la postura eretta. Quando stiamo in piedi infatti la pressione venosa aumenta fino a 10 volte rispetto a quella normale.

Passando molto tempo in piedi il sangue tende a stare verso il basso. In situazioni normali questo non sarebbe un problema ma quando le vene sono sfiancate e le cuspidi separate, le valvole non si chiudono in modo corretto. Quindi parte del sangue diretto verso il cuore torna indietro, provocando la dilatazione delle vene a valle, che hanno pareti più sottili.

A volte sono coinvolte anche le vene perforanti (quelle che permettono il deflusso di sangue dal distretto superficiale a quello profondo). Anche in questo caso la dilatazione provoca la separazione delle cuspidi e dunque quando il muscolo che circonda le vene profonde si contrae, il sangue invece di risalire come dovrebbe, torna alle vene superficiali causando un ulteriore stiramento.

Fattori di rischio

Alcuni fattori possono influenzare la malattia o provocarne l’insorgenza:

  • Stitichezza, ostacola il ritorno di sangue venoso verso il cuore

  • Obesità e sovrappeso, facilitano il ristagno e la stasi del sangue

  • stile di vita errato, alimentazione poco sana, vita sedentaria

  • Deficit di pompa muscolare

  • Lavoro in piedi e/o in ambiente caldo (favorisce dilatazione dei vasi)

  • Alterazioni congenite

  • Età tra i 30 e 50 anni

  • Sesso femminile (a volte esordisce con la gravidanza)

La diagnosi si fa ispezionando la cute, molti soggetti affetti da vene varicose presentano anche “vene a ragnatela” cioè capillari dilatati. Le varici di solito protrudono a livello cutaneo soprattutto se il soggetto è in piedi. A volte le caviglie si gonfiano per il ristagno di liquidi nel tessuto sottocutaneo (edema).

L’ecodoppler fornisce utili informazioni sullo stato di salute dei vasi sanguigni e inoltre può mostrare il flusso ematico al loro interno, è un esame specialistico. Molto spesso è sufficiente ad un occhio esperto la sola ispezione e indagine dei sintomi. Ovviamente è importante conoscere l’eventuale familiarità.

In genere sono dolorose e provocano senso di stanchezza agli arti inferiori. Alle estremità della gamba e della caviglia può comparire prurito, soprattutto se si indossano dei calzini o quando la gamba è particolarmente calda. Questo può portare il soggetto a grattarsi, causando eritema o eruzioni cutanee.

Complicanze:

  • Dermatite, provoca un’eruzione cutanea rossa desquamata e pruriginosa o un’area marrone

  • Trombosi venosa superficiale

  • Flebite (infiammazione delle vene), che può verificarsi spontaneamente o a causa di un trauma. È dolorosa ma raramente si complica

  • Sanguinamento. Lo sfregamento (calzini, vestiti, scarpe alte) può causare emorragie o ulcere che non guariscono facilmente è che possono anche sanguinare.

  • Insufficienza venosa cronica

Trattamento

Si possono usare dei trattamenti conservativi come terapia elastocompressiva (con utilizzo di calze elastiche a compressione graduata che aumentano il ritorno venoso, potenziando l’azione di pompa muscolare. La maggior compressione alla caviglia spinge il sangue verso l’alto) e farmacologica con farmaci venotropi che hanno azione tonica sulla parete venosa con ripristino del tono delle vene.

È possibile optare per interventi ablativi mini invasivi come la scleroterapia le procedure laser o la radiofrequenza. Infine ci sono gli interventi invasivi cioè interventi chirurgici. Ovviamente la scelta dipende dal grado di malattia.

I trattamenti si possono fare singolarmente o in associazione.

Le singole vene varicose possono essere rimosse o eliminate ma il paziente non guarisce dalla patologia. Lo scopo della terapia è alleviare i sintomi, migliorare l’aspetto e prevenire le complicanze.

Norme igieniche e comportamentali

Non c’è modo di prevenire la loro comparsa, si possono però adottare dei comportamenti che migliorano la circolazione venosa e il tono muscolare in modo da ridurre il rischio di insorgenza e/o evitare le complicanze.

  • Evitare di restare in piedi o seduti per periodi di tempo troppo lunghi e di esporre direttamente le gambe a fonti di calore (ad esempio le stufette o le prese d’aria di PC, fotocopiatrici etc)

  • Fare una camminata di almeno 20-30 minuti al giorno

  • Fare regolare attività fisica

  • Dormire con le gambe leggermente sollevate rispetto al corpo, ad esempio con un cuscino.

  • Evitare situazioni di sovrappeso o obesità

  • E’ ancora dubbio il ruolo dei contraccettivi orali

Attenzione all’alimentazione

Le varici si possono prevenire anche con lo stile di vita corretto, soprattutto perché alimentazione sana e stile di vita attivo prevengono sovrappeso e obesità e migliorano la circolazione.

I consigli sono sempre gli stessi, alimentazione ricca di frutta e verdura fresche che forniscono vitamine e bioflavonoidi, sostanze con azione antiossidante che preservano l’integrità dei vasi. Sono importanti soprattutto la vitamina E, la vitamina A, la vitamina C, i licopeni (ne sono ricchi i pomodori).

Frutta e verdura sono anche ricchi di beta-carotene e carotenoidi, sostanze precursori della vitamina A, ma anche di flavonoidi che sono indispensabili per il buon funzionamento del circolo venoso.

Importante anche l’azione vasoprotettrice indotta dagli antocianosidi del mirtillo nero, soprattutto su permeabilità e fragilità capillare.

Anche gli acidi grassi insaturi Omega-3 e gli Omega-9, sono importanti per la circolazione e per la loro azione antinfiammatoria.

Quando rivolgersi al medico

Di solito, se non in casi rari, le vene varicose non sono una condizione grave. Bisogna però rivolgersi al medico in caso di forte dolore e/o fastidio, se la pelle in corrispondenza delle varici è dolorante e irritata, e se il dolore alle gambe disturba il sonno.

Riferimenti Scientifici

Sito dell’Istituto Superiore di Sanità

Chirurgia vascolare di Setacci – Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare SICVE, Minerva Medica

Fondazione Veronesi

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