E Venne Chiamata Due Cuori – Marlo Morgan

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“Ogni cosa ha uno scopo. Non ci sono errori ne stranezze, ne incidenti, ma solo cose che gli esseri umani non capiscono”

La straordinaria esperienza di una donna alla scoperta di sé, una professionista affermata che vive in Australia e parte, su invito di una tribù di aborigeni, convinta di partecipare a una cerimonia in suo onore.

Sul retro della copertina c’è scritto

Dall’autrice al lettore:
Se tu sei fra coloro che sono in grado di ascoltare il messaggio, lo sentirai forte e chiaro. Te lo sentirai nelle viscere, nel cuore, nella testa e fin nel midollo delle ossa. Perché, vedi, avresti potuto benissimo essere tu il prescelto per questo vagabondaggio nell’Outback….

Io credo che anche se non si è in grado di ascoltare, il messaggio viene praticamente urlato in tutto il racconto che solo un sordo d’anima non riuscirebbe a sentirlo, e credo che la traduzione della parola “prescelto” non sia corretta, non so’ cosa abbia scritto l’autrice in lingua originale, ma credo intendesse dire che ognuno di noi potrebbe essere in questo istante vagabondo nel Outback.

Quando parla di Vera gente, si parla della tribù aborigena di cui il libro narra, se si dice qualcosa sui mutanti siamo noi che viviamo nella città e siamo “Civilizzati”.

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Il libro è scritta in prima persona da Marlo Morgan, una studiosa statunitense in Australia per lavoro, accettò l’invito di una tribù di aborigeni a ritirare un premio. Dopo aver speso un sacco di soldi in vestito e albergo per presentarsi al ritiro del premio, con una jeep venne portata nel deserto australiano dove alcune donne aborigene le chiesero di togliersi vestiti e oggetti preziosi occidentali. Dandole un panno per coprirsi, davanti ai suoi occhi increduli ed esterrefatti brucirono tutto ciò che l’americana aveva addosso.
Impossibilitata a tornare nella “civiltà” la donna inizia il “viaggio” nell’Outback australiano con la tribù aborigena che durante quattro lunghi e faticosi mesi percorrerà oltre 2000 Km a piedi nudi. Comincia così a conoscere la vita della Vera Gente, questo é il nome del popolo aborigeno. Incontra una cultura realmente collegata alla Vita e alla Terra dove l’individuo diventa un tutt’uno con la Natura e con il Cosmo.

La Morgan si accorge così che il premio offertole dalla tribù della Vera Gente é un dono impagabile e pieno di significato per la sua vita e per il futuro della razza umana. Per la prima volta una Mutante, (così vengono chiamati i bianchi perché si sono allontanati dalle leggi della Natura), viene portata nei luoghi sacri degli aborigeni australiani dove le viene detto che gli aborigeni hanno deciso di auto estinguersi perché il loro tempo su questo pianeta é finito e i loro figli non possono avere un futuro.
Il suo nome presso la tribù diventa “Due Cuori” perché il suo cuore batte per i due mondi, quello dei Mutanti e per il popolo della Vera Gente e impara non solo a sopravvivere ma a conoscere le meraviglie della natura anche in un deserto che pare senza vita. Scopre che il Tutto si preoccupa di non far mancare il cibo ai suoi figli ma che loro si devono preoccupare di cercarlo. Impara a sentire, con l’energia delle mani, quando le piante sono pronte per essere mangiate, impara a cercare l’acqua con l’istinto e l’olfatto e a curare i malati con la medicina tradizionale aborigena. Scopre che la Vera Gente non festeggia i compleanni o le ricorrenze ma solo i momenti di crescita annunciandoli alla comunità.
Cigno Reale Nero, così si chiama il compagno spirituale che era destinata ad incontrare, le dà l’iniziazione e il compito di portare tra il popolo dei Mutanti il messaggio di rispetto per il futuro del Pianeta e per gli Umani.

Dopo che viene spogliata di tutti i suoi averi, di tutta la materia che la lega alla civiltà, quel che rimane è Un Corpo, una terra sotto i piedi nudi ed un cielo sotto la testa. Tutti quello che la vestiva e la ornava viene messo al rogo (purificazione). La vestono con degli stracci. Morgan viene chiamata la Mutante, perchè essa subirà un mutamento, questo popolo non ha nomi di battesimo come i nostri, come gli indiani vengono scelti (donati) i nomi secondo la personalità dell’individio che però nel corso degli anni e dei progressi fatti, cambiano. Infatti quello che festeggiano loro non sono i compleanni, bensì i cambiamenti (progressi) dei componenti della tribù. Gli aborigeni si sono battezzati “La Vera Gente”, ed è con la Vera Gente che Morgan inizia a percorrere il viaggio all’interno del deserto australiano. Seza conoscere la meta, la ragione, parte, perchè si trova senza possibilità di scegliere.
Potete immaginare quanto sia grande il disorientamento della Sig.ra Marlo Morgan dal momento della purificazione all’inizio del suo cammino nel deserto con quel popolo di selvaggi, sconosciuti, noti anche per la loro attidudine al cannibalismo. Fiumi di idee veloci le balzano nella mente, l’ipotesi (speranza) di uno scherzo non è tra le ultime. All’inizio del cammino del Outback, la Morgan pensa ancora al suo mondo, è ancora legata ad esso, alle telefonate di lavoro che sta aspettando, agli impegni che ha segnato in agenda, alle scadenza, agli appuntamenti già saltati e che per 4 mesi salteranno. Quando si rende conto di non essere dentro un sogno ha già percorso Km a piedi nudi, sotto i quali si stanno formando dei grossi duroni che diventeranno col tempo simili a zoccoli di cavallo, la pelle ed i capelli sono cotti dal viaggio e dalla sabbia.

Gli aborigeni non sembrano molto affabili, l’unico che le capisce e parla la è un tale Ooota, che diventa il suo punto di riferimento ed il suo maestro, la sua “guida turistica” in quella condizione forzata. “Il motivo per cui lei è venuta qui è il destino.”

La vita nel deserto sconvolge Morgan, piange si dipera. Il pranzo e la cena non esistono, si mangia quando si può, ci si ciba con quel che si trova, con quel che la natura decide di prestarci. Vermi, mosche, serprenti. Ci si lava con il passaggio di sciami di insetti che mangiano le nostre cellule morte, le liberano dal nostro corpo e lo puificano, entrando in ogni insenatura del corpo, naso, orecchie.
Questo viaggio nell’Outback (deserto australino), dopo aver messo a dura prova il fisico di Morgan restituisce ad essa un pò di quello che le ha tolto, i piedi dopo l’indurimento dei calli non sentono più il dolore, la pelle dopo essersi squamata e ricostruita, non teme più le scottature del sole, la fame dopo aver imparato a mangiare insetti non si fa più sentire con i suoi morsi ed i pensieri alla vita di tutti i giorni, sono concentrati sul presente, per cercare una via di comprensione e di comunicazione con la Vera Gente.

E Venne Chiamata Due Cuori

Voto medio su 7 recensioni: Da non perdere

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La comunicazione tra i membri della tribù non è ne semplice ne di immediata comprensione, agli occhi di Morgan è quasi assente prima di accorgersi che questa avviene per via telepatica, senza bisogno di parole. Con il passare del tempo anche lei impara, fa di necessità virtù e sposa la vita e la cultura di questa Gente, dalla quale eredita saggezza e la sensazione di non aver mai posseduto nulla, pur avendo a disposizione tutto. Impara a pensare in un altro modo, ad accettare il male perchè il male non è solo questo, è solo un momento, un processo che va accettato poi capito e successivamente ne va tratto insegnamento.

La fine del viaggio durato quattro mesi per Morgan è una stretta al cuore, no, di più, una stretta a Due Cuori, i Due Cuori che da oggi possiede. Questo è il nome che riceve in regalo dalla Vera Gente alla fine del suo mutare.
“I miei amici pensavano che potevo amare la Vera Gente e il suo modo di vivere restando al contempo fedele al mio”.

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Alcune frasi tratte dal libro

“L’uomo non tesse la ragnatela della vita, di cui è soltanto un filo. Qualunque cosa fa alla ragnatela la fa a se stesso” American Chef Seattle.

“L’unico modo per superare una prova è affrontarla. Questo è inevitabile.” Anziano Cigno Reale Nero

“Solo dopo che l’ultimo albero sarà stato abbattuto. Solo dopo che l’ultimo fiume sarà stato avvelenato. Solo dopo che l’ultimo pesce sarà stato catturato. Soltanto allora capirete che il denaro non si mangia” Profezia degli Indiani Cree

Riferito alla protagonista che ha i piedi tagliati i quanto non abituati a viaggiare nel deserto:

“Dimentica il dolore. Toglierai le spine quando ci saremo accampati. Impara a sopportare. Focalizza la tua attenzione su altre cose. Più tardi ci prenderemo cura dei tuoi piedi. Non c’è nulla che tu possa fare al momento”

Gli scopi:

“Questa gente (Aborigeni) crede che tutto sul pianeta esista per una ragione precisa, uno scopo. Nulla è casuale, privo di senso o sbagliato. Ci sono solo equivoci o misteri non ancora svelati dall’uomo mortale. Lo scopo del regno vegetale è nutrire gli animali e gli uomini, consolidare il terreno, accrescere la bellezza e mantenere l’equilibrio nell’atmosfera. Mi venne detto che le piante e gli alberi cantano silenziosamente per noi umani e che tutto ciò che chiedono in cambio è di cantare per loro. Immediatamente, la mia mente scientifica tradusse questa credenza nello scambio anidride carbonica ossigeno…
…Quando sulla strada compariva un serpente, non c0era da dubitare che fosse li allo scopo di fornirci la cena.”


Acqua:

“Gli aborigeni riuscivano a trovare l’acqua anche dove non era visibile la minima traccia di umidità.
A volte si sdraiavano sulla sabbia e la sentivano scorrere sotto terra, altre volte bastava che tendessero le mani a una certa altezza dal suolo con i palmi rivolti verso il basso. Conficcavano nella terra lunghe canne vuote e succhiandone l’estremità creavano fontane in miniatura…
…Quando estraemmo l’acqua da una fenditura nella roccia mi venne insegnato ad accostarmi con cautela, cosi da non contaminare l’area col mio odore e spaventare altri animali. Dopotutto quell’acqua apparteneva anche a loro, E su di essa potevano accampare i nostri stessi diritti.”


Telepatia:


“Il motivo per cui la Vera gente può utilizzare la telepatia è che nessuno di loro mente mai; per la tribù non ci sono mezze verità o piccole bugie, ne tantomeno smaccate falsità. E poiché non mentono, non hanno nulla da nascondere, e non hanno paura di aprire la mente per ricevere, così come sono sempre disposti a dare. La mia gente non avrebbe mai tollerato una “apertura mentale” di questa portata. Ha troppi inganni, troppa sofferenza, troppa amarezza da nascondere. Finché ospitavo nel cuore o nella mente qualcosa che ritenevo necessario nascondere, non avrei fatto nessun progresso. Dovevo imparare a perdonare me stessa, a non giudicare il passato ma a trarne insegnamento. E’ indispensabile essere sinceri, accettare e amare se stessi, per poter a nostra volta trasmetterlo agli altri.”

“La vera gente non crede che la funzione della voce sia quella di parlare. Parlare è qualcosa che coinvolge il cuore e la testa: se si utilizza la voce, si tende inevitabilmente a dire cose futili, poco spirituali. La voce è fatta per cantare, per celebrare e per guarire. Mi dissero che ciascun essere umano possiede molti talenti e che tutti possono cantare. Se io non onoravo il dono elargitomi, perché ero convinta di non saper cantare, questo non basta a sminuire la cantante che è in me.I miei compagni mi dimostrarono che è indispensabile essere sincera, accettare e amare me stessa, per potere a mia volta trasmetterlo agli altri.”

“Mi spiegò poi come si sviluppava tale capacità. Capitava per esempio che un bambino di due anni desiderasse per sé il sasso legato a una corda con cui vedeva giocare un compagno, Se però tentava di portaglielo via, subito sentiva su di sé lo sguardo di disapprovazione degli adulti. Imparava così che la sua intenzione di appropriarsi senza permesso di qualcosa era nota a tutti, e da tutti giudicata inaccettabile. Quanto al secondo bambino, imparava a condividere le cose e a non attaccarsi a esse e poiché aveva avuto modo di divertirsi con il giocattolo e di interiorizzare il ricordo del divertimento, capiva che non era l’oggetto in sé a essere desiderabile, ma la sensazione di felicità che l’oggetto gli procurava. Telepatia… è questo il modo in cui in origine dli esseri umani erano destinata a comunicare. Idiomi e alfabeti scritti non possono che essere considerati un ostacolo.”

“La loro capacità percettiva è molto più sviluppata che negli individui appartenenti ad altre culture…..essi ritenevano che quella straordinaria capacità fosse comune a tutti gli esseri umani, ma poiché la mia società non incoraggia i suoi membri a dare ascolto alle indicazioni dell’intuito, considerate soprannaturali e forse maligne, dovevo essere addestrata ad imparare ciò che invece è perfettamente naturale.”


Mosche:

“le mosche nel deserto sono un flagello. Arrivano sciami con i primi raggi del sole e infestano il cielo dell’Outback a milioni. Impossibile non mangiare e non respirare mosche. Mi si insinuavano su per il naso, mi riempivano le orecchie e riuscivano pure a superare la barriera dei denti e ad infilarsi in gola…
…Nel tutto ogni cosa ha uno scopo. Non ci sono errori, ne stranezze, ne incidenti ma solo cose che gli esseri umani non capiscono. Tu credi che le mosche nel deserto siano cattive, infernali, cosi per te lo sono, ma questo è perché non hai ancora raggiunto il necessario livello di comprensione e saggezza. Invece sono creature necessarie e benefiche, Si infilano nelle orecchie e ne estraggono il cerume e la sabbia che vi si accumulano mentre dormiamo. E le mosche si insinuano anche nel nostro naso e lo puliscono. Le mosche zampettano sul tuo corpo e vi si incollano, rimuovendo tutto ciò che deve essere rimosso…


Gioielli:

Quel giorno una ragazza molto carina (Aborigena) si inoltrò in una macchia d’erba e ne emerse portando un bellissimo fiore giallo dal lungo stelo che si legò intorno al collo, in modo che la corolla le pendesse sulla fronte, simile a un prezioso diadema. Tutti le si radunarono intorno per dirle quanto fosse bella. Ricevette complimenti tutto il giorno e io intuii la sua felicità nel sentirsi più graziosa del solito…
…quella sera nel deserto la ragazza della tribù depose a terra il fiore di cui si era adornata. Aveva svolto la sua funzione, leio gli era grata e avrebbe conservato come un tesoro il ricordo delle attenzione che le erano state elargite quel giorno e che le avevano confermato la sua avvenenza. Non per questo, però, aveva concepito particolare attaccamento per l’oggetto in questione. Il suo gioiello aveva un significato, i nostri solo un valore economico. E’ proprio vero, conclusi, nel mondo c’è che determina il valore delle cose usando falsi criteri.”


Compleanno:

““Perché lo fate?” Mi chiesero poi “per noi una celebrazione è qualcosa di speciale, ma non c’è nulla di speciale nell’invecchiare. Non è necessario alcuno sforzo per riuscirci. Succede e basta.!”
“Se non festeggiate il fatto di diventare più vecchi” chiesi io “cosa festeggiate?”
“Il fatto di diventare migliori e più saggi. Ma solo il diretto interessato può sapere quando questo accade e sta a lui informare gli altri che è il momento di organizzare una festa.””


Guerra:
La protagonista chiede spiegazioni sui cannibali di cui ha sentito parlare.

“Si, sin dall’inizio del tempo gli esseri umani hanno sperimentato tutto lo sperimentabile. I cannibali uccidevano ma per alimentare la vita. E’ il on uccidere a distinguere la vera gente dai Mutanti.
Non c’è moralità nella guerra. Ma in una giornata i cannibali non uccidevano più di quanto potevano consumare. Nlle vostre guerre bastano pochi minuti per provocare la morte di migliaia di persone. Forse varrebbe la pena di suggerire ai capi delle nazioni in guarra un accordo che preveda cinque minuti di combattimento, e quindi un interruzione per permettere ai genitori di recarsi sul campo di battaglia e raccogliere ciò che resta dei proprio figli e piangerli e seppellirli. Soltanto dopo potrebbero discutere l’opportunità di impegnarsi in battaglia per altri cinque minuti. E’ difficile cavare un senso da ciò che non è affatto sensato.”


Simboli e gesti:


“Un giorno scatenai l’ilarità generale grattandomi nel punto in cui un insetto mi aveva punto. Mi spiegarono poi che quel gesto serviva per segnalare l’avvistamento di un coccodrillo.”

“Mi parlarono del canguro. I membri della tribù credono che i mutanti diano troppa importanza alla forma del corpo e al colore della pelle. La lezione più importante insegnata dal canguro è che non può camminare a ritroso. Al canguro questo non è permesso, deve andare avanti a costo di muoversi in cerchio. Mi piacque l’idea di pensare che, anche quando avevo commesso degli errori avevo fatto il possibile in quella circostanza.


Malattie:

La tribù della vera gente non crede che noi siamo vittime casuali ed è convinta che il corpo fisico sia l’unico mezzo che il nostro più alto livello di consapevolezza eterna ha per comunicare con il nostro livello di consapevolezza individuale. Un rallentamento delle funzioni del corpo ci permetto di esaminarci a fondo ed analizzare le ferite davvero importanti che bisogna medicare: rapporti interpersonali falsati, mancanza di un credo, tumori da paura, dubbi sul nostro creatore, perdita della capacità di perdonare e cosi via.


Musica:
Gli aborigeni fanno una specie di concerto e poi ridonano gli strumenti alla natura.


“Ma la vera scoperta stava nella pienezza in cui questa gente vive la propria vita, una pienezza che tuttavia non implica alcun attaccamento alle cose materiali. Al termine del concerto gli strumenti vennero restituiti alla natura. I musicisti abbandonarono bastoni e sassi ma non la gioia della composizione creativa che rafforzava in ciascuno di loro la consapevolezza della propria capacità e del proprio valore. Un musicista porta la musica dentro di se, Non ha bisogno di uno strumento perché è lui stesso la musica.


Giochi:
La protagonista spiega i giochi Americani, quali il football.


“Ma se una sola persona vincerà, tutte le altre perderanno. Dov’è il divertimento in questo? I Giochi sono fatti per divertirsi. Come si può desiderare di sottoporre un fratello a una simile esperienza e poi cercare di convincerlo che è davvero un vinto? E’ un usanza molto difficile da capire per noi…con la tua gente funziona?”


Nudità:


“Allora ignoravo che i miei amici aborigeni si coprivano il corpo perché sapevano che, in quella fase della mia vita, mi sarebbe stato difficile, forse addirittura impossibile, accettare la loro e la mia nudità.”

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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29 Commenti su questo post

  1. Gio Vigoni says:

    ho gia’ letto questo libro!!! fa crescere molto il nostro stato interiore….

  2. L’ho letto e mi è piaciuto molto 🙂

  3. Bellissimo !!!!! Consiglio a tutti di leggerlo.

  4. Un libro per chi ha voglia di intraprendere un percorso di crescita personale. Buona lettura!

  5. letto! bellissimo<3

  6. É il momento di rileggerlo, bellissimo …..

  7. Lo sai vero che è un fake?

  8. Bellissimo!!!!possiamo imparare molto e riflettere assai!!!!

  9. Kahe Arianna says:

    … <3 🙂 quando si dice tutto è UNO… ho ripreso in mano questo libro x la 4 volta ieri sera…bellissimo… sempre, anche alla quanrta volta che lo leggo…

  10. È dolce e bello ma non é una storia vera

  11. Libro bellissimo!

  12. …Splendido libro….fa riflettere….

  13. Stupenda storia di vita

  14. Bellissimo da leggere

  15. Vanina Lou says:

    bellissimo libro

  16. Vanina Lou says:

    bello quando affronta il deserto alla pari degli aborigeni

  17. …lo lessi quasi 15 anni fa, stupendo!!! …peccato però che che è tutta una storia inventata, e chi l’ha scritto ha passato qualche grana…:-(

  18. Meraviglioso ! Da leggere assolutamente , ti fa pensare … ❤️

  19. Anche io letto tanti anni fa bello 🙂

  20. Letto tanti anni fa. E’ un libro che mi ha lasciato un segno.

  21. Yasmin says:

    Che bei ricordi… ero a Montreal, poco prima dei tanto desiderati 18… però, avevo indagato un po’.. E pare fosse tutta invenzione..?! beh, nel caso.. grazie immaginazione d’esistere! 🙂

  22. Elisa says:

    Marlo Morgan è una furbona che per fare soldi ha usato una storia inventata di sana pianta spacciandola per vera (nelle ultime edizioni del libro c’è l’avvertenza che è un’opera di fantasia).
    Altri hanno scritto storie, ma mai spacciandole per vere (e addirittura facendo conferenze) e quindi tantomeno dipingendo una falsa immagine della cultura che andavano descrivendo.
    Qui su Wikipesia in italiano:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Marlo_Morgan
    Nella pagina in inglese, per chi lo legge, la questione è più dettagliata:
    https://en.wikipedia.org/wiki/Marlo_Morgan

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