Scienziati: Vitamina D e Curcumina possono trattare l’Alzheimer

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Arriva la conferma ufficiale dai ricercatori. Avevamo già discusso di come la curcumina si sia dimostrata utile nel rigenerare il cervello danneggiato da un ictus stimolando la proliferazione delle cellule staminali neurali. In un altro articolo era emerso come un padre con Alzheimer da 8 anni abbia avuto dei miglioramenti incredibili riuscendo a riconoscere tutti i familiari e ritrovare i ricordi dimenticati con delle alte dosi di vitamina D.

La vitamina D ha moltissimi recettori nel cervello, specialmente nel sistema nervoso centrale e nell’ippocampo, ed è implicata nella crescita del tessuto cerebrale. La curcumina, naturalmente presente nella curcuma, agisce nel cervello come antidepressivo e antiossidante.

I ricercatori hanno studiato queste due sostanze naturali combinate insieme ottenendo dei risultati incredibili. Lo studio pubblicato sulla rivista ScienceDaily dagli scienziati dell’Università della California hanno scoperto che la vitamina D3 (l’integratore di vitamina D in commercio) combinata insieme alla curcumina (è possibile acquistare l’estratto concentrato di curcumina naturale) spinge il sistema immunitario ad eliminare dal cervello le placche beta-amiloide che sono il segno distintivo della malattia di Alzheimer.

La proteina beta-amiloide nei soggetti affetti da Alzheimer svolge il suo processo distruttivo aggregandosi in ammassi (in una zona profonda del cervello, la corteccia entorinale) che alterano le comunicazioni tra le sinapsi nel cervello e nel tempo formano le caratteristiche placche che si osservano tramite l’imaging del cervello o post mortem.

Con la formazione delle placche e degli ammassi i neuroni sani iniziano a perdere efficienza, in seguito cominciano a non funzionare più e a non comunicare più tra di loro ed alla fine muoiono.

La distruzione delle sinapsi cerebrali, i collegamenti tra i diversi neuroni che consentono la trasmissione degli impulsi nervosi, induce perdita di memoria e la destrutturazione delle capacità cognitive. Secondo le statistiche in Italia i malati di Alzheimer sono circa 520.000  ed i nuovi casi diagnosticati sono 80.000 all’anno. Secondo la medicina ufficiale le cause sono legate a fattori di ordine genetico, ambientale e riguardanti lo stile di vita e non sono ancora state individuate con certezza.  Quello che possiamo dire con certezza, perché dimostrato, è che il consumo di zucchero favorisce l’insorgere dell’Alzheimer.

La vitamina D è praticamente assenti nei cibi e l’unico modo per assumerla è esporre la pelle al sole. Tuttavia con la paura del cancro alla pelle oggi tutti appena si tolgono i vestiti si ricoprono di crema solare che impedisce la sintesi della vitamina D. Sulla rivista Scientific American è emerso infatti che la paura del cancro alla pelle ha stimolato esponenzialmente la diffusione della demenza e dell’Alzheimer.

La spinta per prevenire il cancro della pelle ha portato a conseguenze inattese – funzioni cerebrali ridotte a causa della carenza di vitamina D.

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La vitamina D è un nutriente essenziale per la salute delle ossa e del sistema immunitario; la sua fonte principale è il sole, e viene sintetizzata attraverso la pelle. Le carenze possono verificarsi durante i mesi invernali o in quelli che spendono un sacco di tempo in ambienti chiusi, come ad esempio i malati di Alzheimer.

Speriamo che la vitamina D3 e la curcumina, entrambe le sostanze presenti in natura, possano offrire nuove possibilità di prevenzione e trattamento per la malattia di Alzheimer.

Il team ha scoperto che i curcuminoidi migliorano la superficie di legame tra gli ammassi beta-amiloide e i macrofagi, ovvero favorisce l’eliminazione di queste placche da parte del sistema immunitario. Dall’altro lato la vitamina D stimola fortemente i macrofaci ad assorbire gli ammassi beta-amiloide.

Poiché la vitamina D e la curcumina lavorano diversamente con il sistema immunitario, una combinazione di queste due può essere più efficace che se prese singolarmente. Inoltre la vitamina D  aumenta la capacità dei neuroni di utilizzare il glucosio che è il combustibile delle cellule e nello stesso tempo annulla tutti i processi infiammatori.

I ricercatori hanno riconosciuto che purtroppo la curcumina è difficilmente assimilabile e quindi stanno sviluppando una curcumina sintetica maggiormente biodisponibile ed in grado di agire meglio a livello cerebrale. Tuttavia come abbiamo già espresso, esistono dei modi per aumentare l’assimilazione della curcumina, ed è la combinazione con del pepe nero (piperina) e dei grassi.

Altri consigli utili per chi soffre di Alzheimer è l’assunzione di omega 3, anch’esso in grado di distruggere le placche beta-amiloide, cosa che non sorprende se consideriamo che il 30% del nostro cervello è fatto di omega 3. Disintossicarsi dall’alluminio, un metallo tossico ormai presente nei cibi, deodoranti e molti altri beni di consumo e preparazione dei cibi, è un passaggio chiave nel trattamento dato che è dimostrato che l’alluminio è legato all’insorgenza dell’Alzheimer.

Rivolgersi al proprio medico se si decide di assumere vitamina D in alte dosi, così che potrà monitorare i livelli di calcio e paratormone e vitamina D a livello sierico.

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Disclaimer: Questo articolo ha solo fine illustrativo e non sostituisce il parere del medico. Non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento. Disclaimer completo
Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, è un ricercatore nel campo del benessere bioenergetico e della crescita personale. Laureato con il massimo dei voti in ingegneria, si occupa di naturopatia, geobiologia e sviluppo del potenziale umano attraverso il risveglio dell’energia vitale e della coscienza.

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