Voynich, il manoscritto del mistero. La conferma: "Non è falso, è un codice"

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Voynich, il manoscritto del mistero. La conferma: "Non è falso, è un codice"

Voynich, il manoscritto del mistero.
La conferma: “Non è falso, è un codice”

Un libro che per oltre un secolo ha eluso la comprensione di linguisti e crittografi assume un nuovo significato: l’analisi del testo riabilita la possibilità che contenga un messaggio, e che non sia un falso, come gli insuccessi nel comprenderlo lasciano ipotizzare. All’interno tra gli altri contenuti, un alfabeto ignoto e disegni di piante sconosciute

Il messaggio racchiuso all’interno di quelle righe è sfuggito per oltre un secolo ai tentativi di interpretazione di matematici, paleografi, linguisti, informatici, botanici, esperti di discipline legate al mondo antico e di crittografia: oggi il manoscritto di Voynich, dopo aver offerto la possibilità di confrontarsi con i suoi segreti a innumerevoli studiosi, spesso anche di chiara fama, continua a restare un enigma irrisolto. Al punto che, a proposito della sua origine, non sono mancate certamente le ipotesi che ne farebbero un falso costruito ad arte da esperti con l’intento di truffare qualche sovrano, o magari un facoltoso studioso, affascinato dalle opere esoteriche che tra XVI e XVII secolo erano tra le mode diffuse tra le corti europee. Ma quello che è stato definito come il libro più misterioso del mondo, dalle ultime analisi, sembra proprio che nasconda un messaggio.

L’ultima ricerca sul manoscritto di Voynich è stata pubblicata su Plos One, rivista di informazione e revisione scientifica. E così il libro che per oltre un secolo ha eluso la comprensione di linguisti, crittografi, esperti di codici e di matematica, assume un nuovo significato: il volume non è un falso ma contiene “un codice, basato sullo schema di reiterazione delle parole in relazione agli argomenti trattati”. Ma cos’è il manoscritto di Voynich?

IMMAGINI: IL MANOSCRITTO DI VOYNICH

Il mistero del libro. Scritto in una lingua ignota, con un alfabeto sconosciuto e indecifrato, il manoscritto di Voynich si presenta di piccole dimensioni (22 centimetri di altezza, 16 di larghezza ed 8 di spessore) composto da 204 pagine, con una sospetta lacuna di ulteriori 14 fogli (corrispondenti a 28 pagine). Il manoscritto è inoltre corredato da illustrazioni a dir poco singolari che non hanno fatto altro che accrescerne la fama di oggetto misterioso o, in alternativa, di “autentico” falso opera di un buontempone interessato: nella prima sezione di botanica, infatti, sono ritratte 113 piante non conosciute o ancora da rinvenire nei luoghi presunti di origine del libro. Segue una parte dedicata all’astrologia e all’astronomia, dove i disegni sono ancora una volta di oscura interpretazione, cerchi esoterici e figure femminili in qualche modo impegnate o collegate con l’acqua, tra bagni e mescite. Nella parte denominata “biologica”, figure femminili nude immerse in liquidi scuri, successivamente la “farmacologica” con raffigurazioni di alambicchi, ampolle e fiale assieme a quelle che, probabilmente, erano erbe medicinali; sono inoltre presenti altre illustrazioni dal soggetto dubbio. La datazione del volume è data intorno ai primi del 1400, ma il manoscritto è rimasto lontano dalle cronache per molti anni, riaffiorando dalla Storia nel 1912, quando un libraio specializzato in antichità, Wilfrid Voynich appunto, lo acquistò in Italia, a Frascati, al collegio dei gesuiti che lo vendeva per fare cassa, assieme ad altre pubblicazioni di seconda mano. Per cento anni, il contenuto del manoscritto non è stato decrittato, nemmeno da esperti di cifratura che sbloccarono complicati codici militari durante la Seconda guerra mondiale. E principalmente in virtù di questa inespugnabilità, il volume venne derubricato a falso.

Il codice di Voynich. Ma gli studi non sono mai realmente terminati e dopo cento anni, arriva la nuova ipotesi: il manoscritto di Voynich è un codice, dice Marcelo Montemurro, fisico all’Università di Manchester, che da anni studia gli incastri del testo del volume e gli schemi con cui è redatto. “Il testo rappresenta un unicum, non ci sono lavori assimilabili e ogni tentativo di decifrarlo è fallito. Ma considerarlo privo di senso non è la soluzione, perché il volume mostra una struttura lessicale articolata”. Aggiune il crittografo Klaus Schmeh: “Esistono 25 studi sul manoscritto e la maggior parte individua che il testo del libro è assimilabile a un linguaggio naturale”, come l’inglese, il cinese, il francese. Si tratterebbe insomma di una scrittura umana, non un listato di programma. Parole, nomi, verbi e aggettivi e non comandi o formule. Ma, conclude Schmeh, “Anche se sappiamo molto sulle proprietà statistiche del testo, non sappiamo abbastanza su come interpretarle, che è uno dei problemi anche del nuovo studio. Dobbiamo capire come linguaggi differenti, metodi di cifratura e tipi di testo influenzano le statistiche”.

Vero e falso. Nella sua analisi, Montemurro ha esaminato il testo con un metodo che ha funzionato per la decrittazione di altri linguaggi. Secondo Schmeh, “I numerosi testi criptati rinvenuti dal medioevo a oggi sono stati decifrati nel 99,9% dei casi. Con un libro intero, come in questo caso, il compito dovrebbe essere ancora più semplice. E’ questa difficoltà che fa pensare che possa trattarsi di un falso”. E Montemurro ha analizzato la disposizione delle parole per verificare se questa definisse in qualche modo il contenuto. “Abbiamo prove consistenti che alcune parole chiave ritornano in schemi, richiesti dalle informazioni specifiche contenute in quella parte del testo”, spiega il professore. “Su ampi stralci di testo, le parole lasciano una sorta di firma statistica riguardo il loro uso. Quando cambia l’argomento, servono altre parole. In questo testo, parole correlate condividono simili strutturazioni. Un’occorrenza che può verificarsi anche in linguaggi comuni”. Aggiunge lo studioso che è improbabile che queste caratteristiche siano state inserite nel testo per rendere un falso più realistico, perché le conoscenze necessarie non esistevano al presunto tempo della creazione del libro. In questa direzione va il lavoro del matematico dell’Università di Keele Gordon Rugg, che ha addirittura realizzato un codice simile a quello del manoscritto per dimostrare che un testo falso può incorporare degli schemi avanzati. “Nulla di nuovo, che il testo avesse queste caratteristiche è noto e accettato da anni”, dice lo studioso, “ma non credo si tratti di un vero linguaggio perché ci sono troppi elementi che fanno pensare l’opposto”. E c’è chi si converte ripercorrendo le 240 pagine del volume, come Craig Bauer, autore di History of criptology. All’inizio pensava che il libro di Voynich fosse un falso, ma dopo l’uscita del nuovo studio ha cambiato idea. “Ma penso ancora si tratti di un linguaggio inventato, altrimenti sarebbe stato decifrato da un pezzo. Ma la questione è ampiamente aperta, e potrei cambiare idea ancora”, dice Bauer. Montemurro non ha ancora gli strumenti per capire se nel libro di Voynich c’è una lingua nota criptata o un linguaggio completamente alieno. L’impegno accademico è confermato, per un’opera di filologia del mistero che probabilmente incanterà osservatori e scienziati ancora per un po’. Montemurro ne è convinto: “Deve esserci una storia, dietro questo libro. Una che forse non conosceremo mai”.

Fonti

http://scienze.fanpage.it

http://www.repubblica.it

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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