Acqua pulita, elettricità e connessione Internet. Watly: la tecnologia italiana che cambierà il mondo

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watly

Un sogno umano per le macchine

Quand’è che un pensiero felice smette d’essere ideale e diventa concreto? Beh prima di tutto se si ha un sogno che somiglia a un desiderio, lo si deve inventare fedele al futuro. Ogni parola, ogni frase o accadimento di quest’epoca metamorfica ci insegnano che è così, dal successo di start-up innovative fino alla fisica dei quanti. Oggi però parliamo del primo elemento di questo inusuale binomio.

Non tutti sanno, specialmente in Italia, che c’è una realtà aziendale che sta “scalando le classifiche” europee dell’industria e del business, con un design e una funzionalità a dir poco sorprendenti, premesse e risultati senza precedenti, un enorme potenziale sociale nonché una visione degli anni a venire degna d’esser abbracciata e seguita senza esitazione. Eppure gli italiani dovrebbero essere i primi ad esserne al corrente, dato che il fondatore e CEO di questo nuovo paradigma tecnologico, l’imprenditore Marco Antonio Attisani, ha deciso di dare alla sede principale della sua azienda proprio i natali italiani.

Questa rivoluzione risponde al nome di Watly. Ma che cos’è Watly? Innanzitutto è una forza, una spinta sociale, tecnologica e filosofica che tenta di avvicinare un po’ più alla svelta del solito il futuro florido a cui tutti aspiriamo. E lo fa unendo in una sola macchina, ben 3 soluzioni per i 3 bisogni primari, pilastri fondamentali della moderna manifestazione umana sul pianeta Terra: Water (acqua) Watt (elettricità) e Wireless (connessione Internet). Watly esprime un senso nuovo dell’interconnessione e dell’empatia globale necessaria tra gli esseri umani e l’ambiente biosferico. Una nuova web, o rete, un nuovo “WWW” basato non solo sui 3 servizi che offre, ma anche e sopratutto su un trio ulteriore, il motto e l’essenza stessa dell’azienda: Life, Energy, Future. Sì, perché Watly purifica l’acqua da qualsiasi forma di contaminazione, senza filtri o membrane, genera energia elettrica attraverso la luce solare, e permette la connessione con Internet e con gli altri Watly installati nel resto del mondo. Ed è proprio tramite questa tripletta che Watly emancipa la Vita, incrementando l’Energia umana per un Futuro migliore e condiviso.

 

Nasce, cresce e.. si evolve

In prima linea alla Maker Faire 2016 a Roma per presentare la versione 3.0, Watly arriva da una gavetta di 4 anni su ben 3 città, dislocate tra Spagna e Italia ma strette da un legame potente. Partiti da Udine, Marco e il suo team vincono svariati premi, come i prestigiosi Gaetano Marzotto e lo European Pioneers, fino a ottenere 1.4 milioni a fondo perduto da entrambe le fasi del programma Horyzon 2020 dell’Unione Europea. Nel 2015 entrano a far parte del programma di accelerazione di start-up dell’ESA (European Space Agency), in pratica la NASA europea, presso il Centro di Incubazione di Business di Barcellona. Nel 2016 Watly completa la sua prima campagna di raccolta fondi su Indiegogo, raccogliendo quasi 18.000 dollari. Oggi l’azienda è in partnership globale con Primiceri Spa, nella cui sede di Bari sta progettando, costruendo e testando l’ultima generazione di Watly.

A Marco l’idea venne proprio mentre se ne stava seduto di fronte al mare, sulle spiagge di Barcellona il 9 marzo 2013. Si stava chiedendo se fosse “mai possibile che su un pianeta ricoperto per il 70% d’acqua, con una fonte d’energia inesauribile come quella della nostra stella, debbano esserci ancora 1 miliardo di persone senza accesso all’acqua potabile? Si può creare un dispositivo che purifichi l’acqua utilizzando i raggi del Sole?

La risposta era sì, e per testarla Marco mise in piedi un team esperto e affiatato che realizzò subito un primo prototipo. Dopo innumerevoli test, analisi, modifiche e certificazioni la seconda versione venne sviluppata, come una farfalla che esce lentamente dalla sua crisalide. Ma Marco non era ancora soddisfatto. Voleva vedere in che modo le persone si rapportavano a Watly, voleva percepire l’impatto sociale, guardare con i propri occhi la reazione di una comunità intera. Perciò, a 3 anni di distanza dall’ispirazione originaria, Watly 2.0 venne trasportata lontano dal suo nido, nella regione africana del Ghana. Un bel giorno gli abitanti del villaggio di Abenta, donne, uomini e bambini immersi nella loro difficile vita quotidiana, videro arrivare un camion e un gruppo di persone, che rimboccandosi le maniche con fare risoluto ed entusiasta, installarono la macchina in meno di 3 giorni. Una troupe televisiva filmava ciò che accadeva per un documentario su Discovery Channel. Per i ghanesi fu come trovarsi d’un tratto nella preistoria e veder atterrare un astronave con umanoidi dotati di tecnologie mai viste prima, avanti anni luce rispetto ai loro standard.

watly acqua

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Mission to Earth!

L’unica differenza? Quei “cosmonauti high-tech” erano semplici terrestri, sommersi dall’inquinamento e da altri problemi fino alla punta delle loro teste come ogni altro occidentale. Mentre però alcuni astronauti s’impegnano nell’esplorazione spaziale con una Missione su Marte, su Venere o su Giove, altri vogliono portare nuove tecnologie qui sul nostro pianeta, un po’ come fossero navi spaziali aliene. Una vera e propria Missione sulla Terra! L’obiettivo di Marco Antonio Attisani e del suo intrepido team non è Terraformare, bensì Terra(ri)formare. C’è il globo da salvare, siamo sicuri che invadere e colonizzare altri pianeti sia la cosa giusta da fare quando ancora neanche abbiamo imparato a vivere sul nostro? Perciò andiamo nei paesi in via di sviluppo, e non solo per offrire tecnologie o salvezza ai loro abitanti, ma perché abbiamo molto da imparare gli uni dagli altri; la Civiltà di Tipo 1, o la Fase Planetaria della Civiltà come definita dal Global Scenario Group andranno costruite tutti assieme.

Quando qualcuno inviò a Marco la notizia che il Parlamento dell’Unione Europea stava discutendo una proposta per riconoscere lo stato legale ai robot come persone elettroniche, e introdurre una nuova legislazione per veicoli autonomi, droni e le A.I. in generale, sapete lui cosa rispose? Nemmeno dieci parole: “prima dobbiamo riconoscere come persone gli animali”.

Sì perché Watly non è solo una tecnologia, Watly è un moto spontaneo di un’umanità che vuole evolvere, reinventarsi e integrarsi di nuovo con l’ambiente in cui è nata. La macchina Watly 3.0 può essere descritta come un computer con una sua intelligenza, ma a differenza dei nostri laptop o pc fissi che ne soffrono, Watly ama l’energia solare, la ama più di ogni altra cosa, dunque la assorbe, la trasforma, la offre a chi ne ha bisogno, la usa per alimentarsi e per purificare l’acqua. È il primo computer termodinamico!

 

Be Watly e la Energy_Net

Questa realtà sta dando vita a un paradigma nuovo, un pensiero umanistico a cui stanno aderendo moltissime persone, che risponde alle parole magiche Be Watly ovvero “sii watly”, che riconcilia noi esseri umani con la tecnologia e con la natura, ogni giorno della nostra vita, mentre creiamo il presente e immaginiamo il futuro. Per queste persone la Singolarità tecnologica, culla delle rivoluzioni industriali 3.0 e 4.0, non è solo un’invasione di creature artificiali, cibernetiche, incontrollabili e pericolose. Si tratta invece di un’opportunità per riavvicinarsi al design intrinseco della Natura, quella stessa natura che disegnò noi in primis, e dalla quale per fortuna oggi tentiamo di imparare a nostra volta. Secondo il pensiero BeWatly le nanotecnologie, i computer quantistici, le rivoluzione energetiche porteranno, per dirlo con le parole dell’inventore e futurologo Raymond Kurzweil, a un vero e proprio “risveglio intelligente dell’universo”. Anche di più! Forse ci renderemo conto che l’universo è già intelligente..

E per celebrare questa intelligenza Watly sta creando un movimento coerente su tutto il pianeta, uno scambio di informazioni e di potenza, attraverso più dispositivi collegati tra loro, la così detta Energy_Net. Ma siamo noi a dover fare da conduttori per diffondere questa watlycità. Una rete primaria, la Human_Net.. Se Watly è un suono puro che arriva dalla bocca di un cantante all’orecchio di un’amante della musica, allora gli esseri umani sono l’aria che vibra al suo passaggio.

#BeWatly!

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Edoardo Segato

Autore

Edoardo Segato

Ricercatore indipendente, divulgatore scientifico e biografo di Nikola Tesla per Hoepli, collana Microscopi. Youth Assistant e Operatore presso l'organizzazione internazionale Y-TOP (Young Template Of Peace) finanziata dal programma Erasmus+ dell'Unione Europea, in più di quindici paesi tra Europa e Medio-Oriente. Sviluppatore e responsabile delle risorse umane presso il Gruppo Copernico, co-curatore del compendio relativo alla Fisica Unigravitazionale del ricercatore napoletano Renato Palmieri. Co-fondatore dell’associazione culturale Officine Tesla, impegnata nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie nella musica e nell'arte, nella divulgazione e nell'unificazione socio-culturale e scientifica.

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4 Commenti su questo post

  1. Pandora says:

    Ripulisce l’acqua anche dalla radioattività, perchè l’acqua del mare oramai è inquinatissima anche in tal senso e quindi anche i pesci e le altre creature marine e ciò stà conducendo alla morte il nostro DNA originario trasmettendosi da genitori in figli che oramai muoiono anche per un semplice morbillo ancora prima che possano vaccinarsi per Legge, soprattutto bambini con DNA di multidonatori i cui feti criogenati dopo 3 mesi vengono impiantati nell’utero di una donna, che non essendo manco la “madre” ma solo una incubatrice a pagamento non ha neppure il dovere di allattarlo al seno, deprivando il neonato degli anticorpi preziosi per il suo psico benessere.

  2. Elena says:

    Speriamo che funzioni e che non ci siano le solite “controindicazioni” come è avvenuto per tantissime cose.

  3. tommaso de lorenzis says:

    sono interessato

  4. Antonino Barone says:

    Molto interessante, vorrei sapere molto di più.

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