Yogurt.. uno degli alimenti che spopola nei frigoriferi di tutti gli italiani.
Ma come risparmiare tempo e denaro? .
…AUTOPRODUCENDOLO !
Vediamo come! 


COSA SERVE?

  •  una yogurtiera, o un thermos dalla capacità di 1 litro; tutto deve essere ben pulito per evitare contaminazioni.E’ risaputo che per la sua produzione è necessario avere una YOGURTIERA, anche se sarebbe possibile farlo senza acquistarla, ma la cosa diventerebbe più lunga, e scocciante.
    Quindi per chi ha poco tempo consiglio una yogurtiera economica (10-30 euro).
    La yogurtiera è un incubatore in grado di mantenere una costante di 40-45 gradi, la temperatura ottimale per lo sviluppo dei batteri che trasformano il latte in yogurt.
    Inoltre hanno un basso consumo energetico: 10-15 watt, quindi accettabilissimo.
  •  In commercio ne esistono due tipi:
    – una costituita da una caraffa intera
Yogurtiera caraffa
Questa permette una discreta produzione di yogurt , a parità di ingombro, rispetto a una yogurtiera a vasetti.
Una volta prodotto, la caraffa occupa meno spazio anche in frigorifero.
L’unico svantaggio è rappresentato dalla minor velocità di raffreddamento dello yogurt, che ovviamente nei vasetti si raffredda più velocemente quando viene posto in frigorifero
– una con piccoli vasetti (da 4 a 8) da 1oo – 1510 ml l’uno.
Yogurtiera a vasetti

 

2) latte + fermenti lattici .
  
LATTE: abbiamo diverse possibilità: –
  • Con il LATTE INTERO, (vaccino, ovino, caprino, equino) avremo un prodotto finale molto cremoso, denso, e viscoso, senza produzione di siero (liquido giallognolo ricco di sali). La sua percentuale grassa sarà maggiore , cosi come il suo contenuto calorico.
  • Con il LATTE PARZIALMENTE SCREMATO otteniamo un prodotto leggermente meno denso, viscoso e cremoso, con una leggera produzione di siero. La % di grasso contenuta è inferiore rispetto al prodotto ottenuto con il latte intero e il contenuto calorico è modico.
  • Con il LATTE SCREMATO si ottiene un prodotto molto più leggero, più liquido, con molta produzione di siero, che tutto sommato può anche essere miscelata al prodotto finale in quanto può apportare solo benefici per il nostro organismo. Rapidamente sottolineamo il suo alto contenuto in proteine nobili, sali, calcio e fosforo; il suo sapore sarà leggermente salato, ed è proprio da qui che ad esempio nasce lo yogurt greco.
    • Con i diversi tipi di LATTI VEGETALI (Riso, avena, soia) il prodotto finale viene meno denso, abbastanza liqudio e richiede maggiore tempo di fermentazione. Spesso è necessario un addensante, tipo agar agar.
      Il latte di soia è quello maggiormente indicato, ma richiede circa 8-10 ore di fermentazione.
      Onde evitare di avere uno yogurt acquoso e poco compatto, e di scervellarsi nel trovare l’agar, si può aggiungere una bustina di polvere FIBRESSE, reperibile in farmacia.
      E’ gomma di guar parzialmente idrolizzata che funge nn solo da addensante per lo yogurt ma anche da prebiotico, stimolando la produzione della microflora di Bifidus nel nostro intestino.Ovviamente il gusto della soia, e quindi dello yogurt di soia, è molto soggettivo, e può essere migliorato aggiungendo zucchero, frutta o sciroppi.
      Il suo colore è tendenzialmente beige.
      Il grande vantaggio è sopratutto economico, in quanto, questo genere di alimenti vegani, sono particolarmente costosi, vista la lavorazione diversa e i costi di produzione di questo particolare legume.

      DOVE RECUPERARE I FERMENTI?
      Quest’ultimi potete recuperarli o in farmacia, (fermenti per fare lo yogurt) oppure via internet.
      Ad esempio un’azienda di mia conoscenza ,YOGOLIFE, offre dei preparati ottimi per avere un buon prodotto finale. Esistono in varie versioni, yogurt bianco, alla fragola o alla vaniglia.  (http://www.yogolife.it/)


      Se invece volete creare uno yogurt pro – e prebiotico insieme potreste scegliere dei ceppi specifici da poter miscelare, tipo: Bifido bacterium bifidum, Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus casei, Lactobacillus lactis.
      Utilizzando miscele di questo tipo lo yogurt viene leggermente più acido, soprattutto con l’acidophilus, in quanto abbassa maggiormente il pH e produce più acido lattico.
      Il prodotto finale sarà uno yogurt probiotico.

      Le miscele sono recuperabili tramite internet.

      • INGREDIENTI FACOLTATIVI:
      • PANNA: Se si vuole creare un dessert a base di yogurt . Contenuto calorico abbastanza elevato
      • ZUCCHERO, MIELE, DOLCIFICANTI: se non si riesce a gustare lo yogurt naturale a fine preparazione si può aggiungere qualcosa di dolce
      • FRUTTA, CEREALI, FRUTTA SECCA ecc.. : per far diventare il nostro yogurt un ideale spezzafame o un alimento base delle nostre ricche colazioni.


      DIAGRAMMA DI FLUSSO:

      1. SELEZIONE INGREDIENTI

      2. MISCELAZIONE

      3. TRATTAMENTO TERMICO

      4. INOCULAZIONE COLTURA

      5. FERMENTAZIONE

      6. LISCIAMENTO

      7. STABILIZZAZIONE IN FRIGO

      PROCEDURA:

      1. Scaldare leggermente il latte, fino alla temperatura di 43° C . Si può misurare con un semplice termometro o quello da cucina o semplicemente rendere tiepido il latte.
        Ciò vale per latte UHT; se si utilizza latte fresco bisogna farlo bollire per 15 minuti più o meno.

    • Sul fondo della yogurtiera versare i nostri fermenti in polvere/ le miscele scelte/ con l’aggiunta o meno delle bustine fibresse .
      I fermenti possono anche essere versati direttamente nella pentola dove avete scaldato il latte e mescolare bene fin quando non si sciolgono.
    • Coprire tutto e lasciare fermentare per 7 h circa.
    • A fine fermentazione è bene “lisciarlo” (passarlo al colino per togliere qualche grumo) , riporlo in frigo per qualche ora, per poi gustare un prodotto che ha conservato ed amplificato tutte le proprietà benefiche.
    • Se si vuole correggere il gusto naturale potete aggiungere solo alla fine zucchero, miele o pezzi di frutta .

      Il procedimento è uguale sia per l’utilizzo di latte vaccino o latte vegetale.


VANTAGGI:

Lato economico:
Si risparmiano soldi!!
Se mangi
yogurt di soia ti renderai conto che è carissimo!
E non solo…
Se ci fai caso, le grandi marche industriali giocano sul loro
nome, sui fermenti utilizzati, sulle proprietà pro e prebiotiche che vengono sponsorizzate con i claims pubblicitari; tutti fattori che aumentano il costo di produzione.

Lato ecologico:
si risparmiano tanti vasetti di plastica, anche se riciclabili;
– chilometri di trasporto (specie se
vegani perchè quelli di soia non sono quasi mai prodotti in Italia)

Lato salutistico:

si guadagna in salute, grazie alla sicurezza di un prodotto sempre fresco, senza zucchero a meno che non lo mettiate voi, senza coloranti e aromi e sempre pieno di fermenti vivi (lo yogurt confezionato ha scadenza a 80 giorni dalla produzione, quello casalingo si mangia entro una settimana)!

 

Dott.ssa Valeria Crea


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